domenica 04 dicembre | 22:01
pubblicato il 27/mag/2011 16:02

Salute/No allarme in Italia per E. Coli ma attivata sorveglianza

Dall'istituto superiore di sanità. Cia e Coldiretti: no problemi

Salute/No allarme in Italia per E. Coli ma attivata sorveglianza

Roma, 27 mag. (askanews) - Nessun allarme in Italia per possibili epidemie di infezioni da Escherichia coli, complicate da sindrome emolitico uremica (Hus), come sta accadendo in Germania dove la fonte dell'infezione è stata rintracciata in una partita di cetriolini provenienti dalla Spagna. Nonostante in Italia non siano finora stati registrati casi sospetti d'infezione da Vtec O104, siero gruppo che nel nostro Paese non è mai stato segnalato, a scopo precauzionale, il sistema di sorveglianza Hus in Italia è stato allertato. Qualsiasi caso sospetto verrà segnalato al registro nazionale della Hus e campioni diagnostici saranno inviati al laboratorio nazionale di riferimento per E. coli presso l'Istituto superiore di sanità. Lo rende noto Epicentro, il centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di Sanità. In Germania, invece, a partire dalla seconda settimana di maggio e fino al 25, si è registrato un incremento nel numero di casi di sindrome emolitica uremica e l'istituto locale di sorveglianza, l'Rki, ha ricevuto 214 segnalazioni di Hus, tra cui due decessi. I casi si sono verificati soprattutto nel nord della Germania interessando principalmente soggetti adulti. Situazione abbastanza anomala in quanto la Hus si osserva tipicamente in bambini di età inferiore a 10 anni. Le indagini diagnostiche preliminari indicano che il ceppo E. coli VTEC sierogruppo O 104 potrebbe essere il microrganismo responsabile del focolaio. La fonte della contaminazione non è ancora stata identificata, ma in uno studio caso controllo, condotto dall'Rki il 20 maggio ad Amburgo, è stato riscontrato un consumo più frequente di pomodori crudi, cetrioli e lattuga nei casi di malattia rispetto ai controlli rappresentati da persone sane con sesso, età e regione di residenza analoghi. La Hus è una grave complicanza, associata a infezioni da ceppi di E. coli produttori di verocitotossina (VTEC). Questi agenti patogeni causano gastroenterite acuta con diarrea ematica. La HUS è caratterizzata da insufficienza renale acuta, anemia, trombocitopenia e provoca disturbi neurologici come convulsioni ed alterazione della coscienza. La trasmissione dell'infezione da E. coli VTEC avviene principalmente a seguito di ingestione di alimenti e acqua contaminati con feci e per contatto diretto con animali o il loro ambiente. Per proteggersi da questa patologia, ricorda l'Iss, occorre seguire comuni norme igieniche come l'accurato lavaggio dei cibi da consumare crudi, evitando le contaminazioni tra cibi, e il lavaggio delle mani dopo l'utilizzo dei servizi igienici e prima della preparazione dei cibi. A sottolineare come in Italia non si debba scatenare alcun allarmismo nei confronti dei cetriolini provenienti dalla Spagna, di cui il nostro paese importa ogni anno poco meno di 10 milioni di chili, sono anche Cia e Coldiretti. "L'etichetta, obbligatoria per i prodotti ortofrutticoli, tutela il made in Italy - spiega la Cia - e permette ai consumatori un acquisto oculato e consapevole". D'altra parte l'allarme e la paura della popolazione tedesca può avere effetti negativi per le nostre esportazioni di ortaggi e verdure fresche in Germania, che lo scorso anno hanno raggiunto quota 500 milioni di euro. "E questo perché - avverte la Cia - i tedeschi, a seguito dell'epidemia, oltre ai tanto amati cetrioli guardano con estrema diffidenza a tutti i tipi di ortaggi". La Cia, quindi, invita gli italiani a non farsi contagiare da ingiustificate psicosi alimentari, come è purtroppo avvenuto negli anni passati". Anche la Coldiretti sottolinea che "il panico indiscriminato che si è diffuso in Germania a causa dell'epidemia del batterio E.coli rischia di danneggiare ingiustamente anche l'Italia" che "esporta soprattutto ortaggi diversi dai cetrioli, ma la psicosi che si è diffusa tra i consumatori tedeschi riguarda anche le insalate e le altre verdure crude in mense aziendali, grandi catene di fast-food, supermercati e panetterie". "In Italia bisogna evitare allarmismi, ma - sottolinea la Coldiretti - è consigliabile comunque preferire le ottime produzioni italiane verificando sull'etichetta, obbligatoria per legge, la provenienza dei cetrioli acquistati".

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Altre sezioni
Salute e Benessere
Sifo: in Italia 4 milioni di depressi. Ma solo 1 su 3 si cura
Enogastronomia
Nasce il Movimento Turismo dell'Olio
Turismo
Turismo, Franceschini: il 2017 sarà l'Anno dei Borghi
Lifestyle
Yocci, il Re della Torta di Carote e... il modo di essere
Moda
Gli angeli sexy di Victoria's Secret sfilano a Parigi
Sostenibilità
Smart City, modello Milano grazie a ruolo utilities
Efficienza energetica
Pesticidi: una minaccia per le api, colpito anche l'olfatto
Scienza e Innovazione
Ministeriale Esa, Battiston (Asi): l'Italia è molto soddisfatta
Motori
Audi A3 compie 20 anni, 3 generazioni e 4 milioni di esemplari