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pubblicato il 29/nov/2013 18:06

Salute: Veterinari, lavorare a sviluppo sano. Compatibile con ecosistema

Salute: Veterinari, lavorare a sviluppo sano. Compatibile con ecosistema

(ASCA) - Roma, 29 nov - Lavorare a uno sviluppo sano e compatibile con l'ecosistema. Perche' il sistema alimentare mondiale si trova di fronte a tre sfide epocali collegate tra loro: garantire una alimentazione adeguata ai sette miliardi di persone che attualmente vivono sul pianeta, superando barriere distributive di ordine socio economico; raddoppiare la produzione alimentare nell'arco dei prossimi 30 anni; raggiungere entrambi gli obiettivi in modo sostenibile dal punto di vista produttivo, ambientale e della sicurezza. E i dati non sono incoraggianti. Questi i temi al centro dell'evento - Verso Expo 2015 One Medicine - One Health - Food For All - organizzato dalla Societa' Italiana di Medicina Veterinaria e Preventiva (SIMeVeP) in collaborazione con l'ASL di Bergamo. Organismi internazionali stimano che entro il 2050 la popolazione mondiale aumentera' di una cifra compresa tra i due e i tre miliardi di persone. Si tratta di una sfida demografica, sanitaria e sociale, ma anche alimentare sia sotto il profilo della produzione e della lotta agli sprechi, sia della sostenibilita' oltre che della sicurezza. Secondo il rapporto ''State of Food Insecurity in the World 2013'', pubblicato dalla Fao, nel periodo 2011-2013 sono state afflitte da fame cronica (la carenza di cibo tale da non poter vivere una vita attiva) 842 milioni di persone. Lo spreco alimentare e' un tema, o meglio un'emergenza, alla quale da alcuni anni le maggior organizzazioni internazionali (FAO, Commissione europea) dedicano particolare attenzione.

Ogni anno nel mondo si sprecano 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ancora perfettamente commestibile (elaborazione BCFN da FAO 2011), un terzo di quanto prodotto e 4 volte la quantita' necessaria per sfamare circa un miliardo di persone nel mondo a rischio di denutrizione. Anche in Europa i dati sono preoccupanti: circa 79 milioni di persone oggi vivono al di sotto della soglia di poverta' e quando viene buttato spesso cibo perfettamente sano, la riduzione spreco alimentare e' una tappa della lotta contro la fame coerentemente con gli obiettivi di sviluppo nel millennio. Smettere di sprecare vorrebbe dire smettere di inquinare, se e' vero che per produrre un kg di cibo si immettono nell'atmosfera 4,5 kg di anidride carbonica in media e che in Europa, con 89 milioni di tonnellate di cibo sprecate si producono 170 milioni di tonnellate di CO 2 equivalente. Solo in Italia gli sprechi agroalimentari dal campo alla tavola emettono circa 4 milioni di tonnellate di CO 2 . Nella ''due giorni di Bergamo'' si e' affrontato anche il tema del ''world food'', espressione con la quale si identifica la provenienza del cibo dalle diverse parti del mondo con tutti i problemi connessi sotto il profilo dei controlli e della sicurezza della filiera alimentare. Una proposta illustrata in un workshop dedicato a quest' argomento e' quella di dare origine ad una Area Tematica all'interno della S.I.Me.Ve.P., specifica per il settore alimenti cosiddetti ''etnici'' (prodotti normalmente non presenti nel settore commerciale di un determinata zona), che riunisca le singole esperienze e modalita' operative di controllo nella costituzione di un gruppo di lavoro (Rete operativa nazionale) che preservi i nostri consumatori da rischi per la salute e frodi commerciali. Tra le problematiche che in campo veterinario destano maggior preoccupazione c'e' il fenomeno dell'antibioticoresistenza. A partire dall'introduzione della penicillina nei primi decenni del secolo scorso, i medicinali antimicrobici, tra i quali gli antibiotici, hanno rivestito un ruolo essenziale nel trattamento di varie malattie nell'uomo e negli animali. Gli antibiotici sono farmaci preziosi, vanno usati correttamente e con equilibrio, oggi tuttavia l'efficacia dell'azione di questi farmaci e' gravemente minacciata dal sempre piu' frequente problema dell'antibioticoresistenza. Si tratta di un problema di dimensioni mondiali che vede impegnati in prima linea i veterinari della sanita' pubblica.

red/mpd

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