giovedì 23 febbraio | 01:58
pubblicato il 04/apr/2013 19:47

Salute: stress, sedentarieta', fumo. Aumenta incidenza ictus fra giovani

Salute: stress, sedentarieta', fumo. Aumenta incidenza ictus fra giovani

(ASCA) - Roma, 4 apr - Ictus, una patologia che si manifesta all'improvviso colpendo l'encefalo, privandolo momentaneamente dell'afflusso di sangue. Fino a non molto tempo fa si tendeva a credere che si trattasse di una malattia che colpiva principalmente gli over 70, ma gli ultimi dati dimostrano un aumento dell'incidenza tra i giovani con meno di 45 anni. Negli ultimi 20 anni la percentuale e' salita dal 13% al 19%. A causare questo incremento sono dei fattori ambientali: stress, fumo, sedentarieta', obesita', abuso di alcolici o di droghe sono tutti fattori che aumentano notevolmente la possibilita' che si verifichi la patologia. ''Negli ultimi anni ho riscontrato un abbassamento dell'eta' media dei miei pazienti, un trend che, purtroppo, e' stato confermato anche da ricerche svolte sull'intero territorio nazionale. - spiega Valerio Sarmati, esperto in riabilitazione neurologica post ictus cerebrale - Questo incremento puo' essere causato da uno stile di vita sbagliato che va ad incidere su una gia' presente predisposizione genetica del soggetto. Anche incidenti stradali in auto o moto che esponga l'individuo alla possibilita' di traumi cranici possono costituire un ulteriore fattore di rischio.

L'ictus si verifica, infatti, quando viene ridotto l'afflusso di sangue a una parte del cervello, l'encefalo, privando il tessuto di nutrimento e di ossigeno''. ''In caso di pazienti giovani, la tempestivita' dei soccorsi e una corretta e constante riabilitazione post ictus acquisiscono un'importanza ancora maggiore - continua Sarmati - solitamente, il 20% dei soggetti non riesce a sopravvivere e decede nel giro di un mese. Il restante 80% presenta difficolta' motorie e cognitive. Si tratta quindi anche di una emergenza assistenziale, perche' queste persone in grande parte potrebbero recuperare e vivere una vita quasi normale.

Ma il tipo di assistenza pubblica che viene fornita non sempre risponde alle loro necessita'. Per dare ai pazienti una possibilita' di recupero non solo fisico, ma anche cognitivo, che si traduce, quindi in maggiore autonomia e in una migliore qualita' di vita, occorre costruire un percorso nuovo, che da un lato miri alla riabilitazione delle funzioni celebrali e non solo di quelle fisiche, dall'altro coinvolga in modo attivo la famiglia, che puo' davvero fare la differenza. Questo approccio consiste nell'informare i familiari del paziente dei suoi reali problemi e bisogni, insegnando loro le giuste modalita' di esecuzione non solo degli esercizi piu' efficaci per il recupero neurologico, ma anche come coinvolgere e stimolare le funzioni cerebrali, il reale problema in seguito ad un ictus''. Sul sito web dedicato al metodo (www.riabilitazione-ictus-cerebrale.it) e' possibile trovare informazioni sulla malattie, le cause e le conseguenze, ma anche consigli pratici per sostenere chi e' stato colpito da ictus e aiutarlo nel recupero di alcune funzionalita'. red/mpd

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Vaticano
Vaticano: sorveglieremo per evitare abusi di simboli Santa Sede
Carige
Truffa a Carige, l'ex presidente Berneschi condannato a 8 anni
Campidoglio
Grillo in Campidoglio: su stadio Roma decidono Raggi e Consiglio
Mafia
Summit mafiosi per spartire racket, 14 arresti a Lamezia Terme
Altre sezioni
Salute e Benessere
Carnevale, allarme dermatologi: attenzione a trucchi e maschere
Motori
Man lancia due iniziative per salute e sicurezza degli autisti
Enogastronomia
150 ettari oliveto sul mare a Menfi, prende vita progetto Planeta
Turismo
Boom degli affitti brevi in ambito turistico e non solo (+30%)
Energia e Ambiente
Una legge per istituire la Giornata del risparmio energetico
Moda
A Londra apre una mostra su Lady Diana, icona della moda
Scienza e Innovazione
Nasa: scoperti sette esopianeti simili alla Terra
TechnoFun
La Cina leader nel mondo delle app per abbellire i selfie
Sistema Trasporti
Da UNRAE protocollo costruttori-scuole per formare autisti hi-tech