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pubblicato il 13/dic/2013 15:06

Salute: smog fa male al cuore, piu' polveri sottili piu' ricoveri

Salute: smog fa male al cuore, piu' polveri sottili piu' ricoveri

(ASCA) - Roma, 13 dic - Lo smog fa male al cuore e per ogni aumento di polveri sottili nell'aria, crescono i ricoveri per disturbi cardiaci acuti. Sono i risultati di un'indagine condotta da un team di ricercatori dell'Universita' di Brescia, guidati da Savina Nodari, che spiega: ''E' stato messo in evidenza come l'inquinamento non solo causi mortalita' o patologie a livello respiratorio e polmonare, ma anche a livello cardiaco e cardiovascolare: per ogni aumento di 10 microgrammi di pm10 nell'aria, si registra un aumento del 3% dei ricoveri per problemi cardiaci, L'Unione Europea ha stabilito una soglia di sicurezza per i valori di Pm10 di 50 microgrammi/metro cubo, ma il suo effetto negativo sul sistema cardiovascolare puo' richiedere livelli ancora piu' bassi per essere azzerato''.

Del lavoro si parlera' nel corso del 74mo congresso nazionale della SIC-Societa' Italiana di Cardiologia, da domani al 16 dicembre a Roma. Sul tavolo anche l'eco, non ancora spenta, delle recenti polemiche sull'impiego delle statine - il ''calculator gate'' calcolatore del rischio cardio e cerebrovascolare basato sui livelli di colesterolo - scaturite dalle nuove linee guida dell'American Heart Association e dell'American College of Cardiology.Secondo uno studio di Pasquale Perrone Filardi, dell'Azienda ospedaliera universitaria Federico II di Napoli, le statine hanno effetti benefici per il trattamento del colesterolo cattivo (LDL) negli anziani. La ricerca ha ''dimostrato, per la prima volta in modo inequivocabile, che ridurre il colesterolo cattivo con le statine nei pazienti con piu' di 65 anni che non hanno mai avuto una malattia cardiovascolare in precedenza, ma che, insieme all'eta', sono portatori di almeno un altro fattore di rischio, comporta una riduzione del 39% degli infarti cardiaci e del 24% circa dell'ictus cerebrale'' spiega Perrone Filardi. Si prevengono dunque, non solo la morte per cause cardiovascolari ischemiche, ma anche i rischi della disabilita' e della non autosufficienza, con un notevole impatto sia sulla salute personale che sulla spesa sanitaria. ''Questi risultati si collegano molto bene alle nuove linee guida americane'', conclude. Parrebbe un punto a favore delle nuove linee guida.

mpd/

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