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pubblicato il 16/apr/2013 13:20

Salute: sistema cura delle dipendenze patologiche eccellenza italiana

Salute: sistema cura delle dipendenze patologiche eccellenza italiana

(ASCA) - Milano, 16 apr - Non solo droga, ma anche nuove forme di dipendenza, con 300.000 i pazienti gestiti ogni anno nel nostro Paese, 8 dei quali, su 10, soddisfatti del percorso di cura seguito. Un modello di intervento pubblico-privato che ha il proprio fulcro nei SerT e che, a fronte di ogni euro investito, ne porta oltre 6 di risparmio.

E' un'eccellenza italiana quelle delle cure per le dipendenze patologiche, che si confronta in questi anni con profonde trasformazioni: la comparsa di nuove sostanze e il diffondersi di nuovi utilizzi per sostanze gia' note, il policonsumo, la dipendenza legata a comportamenti (ad esempio il Gioco d'Azzardo Patologico o Internet) e i mutamenti nel profilo degli stessi pazienti eroinomani.

''Spiccano i consumi problematici di oppiacei, di alcolici e di psicostimolanti, in particolare il tabacco e la cocaina, oltre al forte incremento del Gioco d'Azzardo Patologico'', evidenzia Augusto Consoli, Direttore del Dipartimento di Patologia delle Dipendenze C. Olivenstein ASLTO 2 di Torino e membro del Consiglio Direttivo SITD (Societa' Italiana per le TossicoDipendenze), ''rispetto al consumo di oppiacei e' da segnalare la riduzione dell'assunzione di eroina per via iniettiva a favore di un'assunzione per via inalatoria. Di particolare importanza e', inoltre, il fenomeno spesso sottovalutato, se non ignorato, del consumo di psicofarmaci prescritti e non prescritti''.

La risposta terapeutica arriva dai SerT (o SerD), i Servizi pubblici per le dipendenze, nei quali operano oltre 7.000 professionisti con varie specializzazioni. La continuita' assistenziale e' garantita per mezzo di una rete realizzata con altre strutture sia del SSN, sia con gli Enti Locali, le Comunita' Terapeutiche, la Scuola, la Prefettura, il Volontariato. I 550 presenti sul territorio lavorano in modo multidisciplinare con compiti di prevenzione, accoglienza, diagnosi e cura, coordinati a livello di rete territoriale dai Dipartimenti delle Dipendenze. E i dati mostrano come l'89% dei pazienti affermi di essere entrato in contatto facilmente con i servizi del proprio territorio e l'80% si dica soddisfatto del percorso di cura che sta seguendo al loro interno. Secondo i dati FeDerSerD, nel 2010 le cure erogate hanno prodotto almeno 34 milioni di giorni liberi da droga e un miliardo e 700 milioni di euro sottratti alla criminalita' organizzata. ''Un tema cruciale e', in effetti, quello dei costi del sistema di cura'', afferma Alfio Lucchini, Direttore Dipartimento Dipendenze ASL Milano 2 e Presidente nazionale FeDerSerD, ''possiamo dire di avere un'incidenza pari allo 0,7% del Fondo Sanitario Nazionale e allo 0,06% del PIL, contro costi sociali legati alle droghe pari al 2% del PIL. E in queste cifre non e' compreso il Gioco d'Azzardo Patologico. A fronte di un investimento di poco piu' di un miliardo di euro, il sistema di intervento si valuta porti ad un risparmio superiore ai 6 miliardi, in termini di mancato acquisto di droghe e reddito di lavoro acquisito. Le buone cure portano quindi a 6 euro di beneficio per ogni euro investito. La societa', prima ancora delle Istituzioni, deve cogliere da tutto questo la rilevanza dei Servizi, la necessita' di potenziarli e specializzarli sempre piu', di considerarli una grande risorsa non solo per la cura delle persone, ma anche per la difesa della legalita' nel nostro Paese''.

red/mpd

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