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pubblicato il 24/ott/2013 14:55

Salute: Psoriasi, 1 paziente su 10 ha pensato al suicidio

Salute: Psoriasi, 1 paziente su 10 ha pensato al suicidio

(ASCA) - Roma, 24 ott - Psoriasi. A sottovalutarla per primo e' lo stesso malato (46%), che inizialmente cerca di curarsi da solo (25%) anche perche' non sa a chi rivolgersi (oltre il 20%). A seguire la sottovaluta il medico di famiglia, che pur diagnosticandola correttamente (nel 48% dei casi, il 20% sbaglia) non invia il paziente a un centro di riferimento (solo il 15% lo fa), ma si limita a prescrivere una visita da un dermatologo (16%), allungando tempi e costi, per il paziente e per il Sistema sanitario. Presa coscienza del problema, comunque solo il 32% dei pazienti si rivolge subito al centro di riferimento regionale. Infine la sottovalutano le Istituzioni, nazionali e regionali, e quindi la societa'.

E le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Almeno di coloro che devono vivere la quotidianita' della psoriasi: non solo un aumento dei costi di gestione della malattia (per il 50% dei malati), ma soprattutto un peggioramento della qualita' di vita (66%), ansia e depressione (43%), vergogna (58%), disturbi del sonno (20%), limitazioni nelle attivita' all'aria aperta (30%), come il nuoto in piscina o una banale attivita' in palestra, e soprattutto conseguenze nella attivita' lavorativa (27%), dove il 40% dei pazienti perde un mese ogni anno. Tutte condizioni che possono anche causare disturbi mentali di rilievo. I piu' recenti studi internazionali hanno, infatti, attestato che in piu' del 60% dei malati gravi, con una prevalenza di donne, la psoriasi e' causa di ansia e stati depressivi anche importanti, tanto da manifestare nel 10% dei casi idee suicide.

''Abbattere il muro della discriminazione e della stigmatizzazione sociale a cui si e' sottoposti a causa della malattia - dichiara Mara Maccarone, Presidente dell'Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.D.I.

PSO.) - e' proprio il principale obiettivo della nostra Associazione. Occorre portare a conoscenza di tutti che la psoriasi puo' essere adeguatamente curata e controllata attraverso interventi terapeutici personalizzati, presso i Centri Specialistici presenti in diverse Regioni del territorio, in grado di migliorarne o arrestarne il decorso''. ''Nell'approccio e trattamento della psoriasi - conferma Sergio Chimenti, Direttore della Clinica Dermatologica dell'Universita' degli Studi di Roma 'Tor Vergata' - non puo' essere sottovalutato l'importante impatto psicologico correlato alla difficolta' di accettazione della malattia e al significativo peggioramento della qualita' della vita. I piu' recenti studi internazionali hanno infatti attestato che in piu' del 60% dei pazienti psoriasici, con una prevalenza di donne, la malattia e' causa di ansia e stati depressivi anche importanti, tanto da manifestare nel 10% dei casi idee suicide. Al fine di controllare meglio questa possibile evoluzione della malattia verso un disagio psico-emotivo, alla prima comparsa di macchie cutanee piu' o meno estese, localizzate principalmente sulle ginocchia, sui gomiti e sull'osso sacro (ma non sono escluse anche altre aree del copro quali il cuoio capelluto, le unghie e la lingua), occorre rivolgersi tempestivamente ad uno specialista.

Molto dipende anche dai comportamenti personali e dallo stile di vita condotto. ''Non fumare ed avere un regime alimentare corretto - spiega Mauro Picardo, responsabile della Fisiopatologia Cutanea dell'Istituto Dermatologico San Gallicano IRCCS di Roma - consente una migliore gestione della malattia. Diversi studi, anche italiani, hanno infatti dimostrato che un regime dietetico che riduca gli alimenti ricchi di grassi saturi (burro, latticini, formaggi e insaccati), la carne rossa per il contenuto di Omega 6 e aumenti la quantita' di pesce (gli Omega 3 svolgono una azione antinfiammatoria) e mantenga o incrementi l'apporto di frutta e verdura, a favore del miglioramento dell'aspetto metabolico puo' contribuire, indipendentemente dal tipo di terapia assunta, a prevenire l'insorgenza delle recidive o a ridurne l'incidenza e a migliorare la risposta al trattamento. Fondamentale e' anche l'abolizione del fumo di sigarette (mentre oggi fumano o hanno fumato all'incirca il 70% dei pazienti con psoriasi) per evitare la compromissione della malattia e la minore risposta ai trattamenti sia tradizionali che biologici. A queste abitudini deve essere affiancata regolare attivita' fisica con buone camminate o del jogging o una modica attivita' in palestra''. red/mpd

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