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pubblicato il 11/giu/2013 18:57

Salute: pneumologi, in Italia si fuma ancora troppo

Salute: pneumologi, in Italia si fuma ancora troppo

(ASCA) - Roma, 11 giu - Sigaretta elettronica o tradizionale, nonostante le continue raccomandazioni, gli italiani fumano ancora troppo. E' l'allarme lanciato dai pneumologi in occasione dell'European Respiratory Day, nel ricordare che secondo il Rapporto 2013 sul fumo dell'Istituto Superiore di Sanita', in Italia i fumatori sono ancora 10,6 milioni, pari al 20,6% della popolazione sopra i 15 anni. Da sottolineare, pero', che e' 12 anni l'eta' della prima sigaretta tra gli adolescenti, ai quali piacciono soprattutto le sigarette ''rollate'' e sono la maggior parte di quel 9,6% (circa 1 milione di persone) che sceglie il tabacco trinciato. Il rischio e' che si instauri un effetto moda tra i giovani, per le sigarette ''rollate'' come per le sigarette elettroniche. E la conseguenza successiva e' quella di avere tra pochi anni nuove generazioni di persone con malattie respiratorie croniche. I rapporti del GOLD, acronimo di Global Initiative for Chronic Obstructive Lung Disease (commissione internazionale per lo studio della BPCO patrocinata dall'Organizzazione Mondiale della Sanita') evidenziano da studi epidemiologici che il 10% degli italiani tra i 20 e i 44 anni presenta tosse ed espettorato senza ostruzione bronchiale, mentre il 3,6% presenta sintomi con ostruzione bronchiale. ''Tosse e dispnea (mancanza di fiato, affanno), talora accompagnati da respiro sibilante, sono spesso considerati dai fumatori come una normale conseguenza del consumo di sigarette. Invece rappresentano gia' i sintomi di una broncopneumopatia cronica ostruttiva e a questo punto la malattia e' irreversibile'' avverteClaudio F. Donner, Amministratore della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (FISAR). Con la progressione della malattia aumentano anche le riacutizzazioni infettive, soprattutto bronchiti, che richiedono un frequente utilizzo di antibiotici, con il rischio di sviluppare una resistenza ai farmaci. Lo sviluppo dell'antibioticoresistenza in Italia e in tutti i paesi europei, legato all'incremento e all'uso inappropriato degli antibiotici, costituisce un problema per la tutela della salute. Per questo motivo da tempo istituzioni internazionali come l'European Centre for Disease prevention and Control (ECDC) hanno lanciato l'allarme e spinto gli Stati membri a realizzare campagne informative in materia.

red/mpd

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