domenica 26 febbraio | 00:44
pubblicato il 11/feb/2014 15:01

Salute: Menarini sperimenta farmaco spazzino contro danni chemioterapia

(ASCA) - Firenze, 11 feb 2014 - Nuova terapia piu' efficace, semplice e accessibile contro gli effetti tossici della chemioterapia dei tumori ematologici. E' quanto emerge dai risultati preliminari presentati oggi a Firenze dello studio 'Florence' (Febuxostat for tumor Lysis syndrOme pREvention iN hematologiC malignanciEs), la piu' ampia sperimentazione clinica internazionale mai condotta in questo ambito per valutare efficacia e sicurezza di febuxostat, farmaco gia' usato contro la gotta, nei pazienti a rischio di uno dei piu' pesanti effetti collaterali della chemioterapia di leucemie e linfomi. Il programma lanciato dal gruppo Menarini prevede un investimento di 50 milioni di euro. Ogni anno oltre 25.000 italiani, soprattutto giovanissimi, si ammalano di leucemie e linfomi, con il rischio di andare incontro a pesanti effetti collaterali fra cui l'insufficienza renale, a seguito della chemioterapia: e' la cosiddetta sindrome da lisi tumorale, che  nel 5% dei pazienti e' addirittura fatale. Causata dalla distruzione rapida di cellule maligne che liberano nel sangue sostanze tossiche, prima fra tutte l' acido urico, puo' essere  scongiurata grazie a febuxostat, farmaco gia' usato contro la gotta: fin dal primo giorno di trattamento febuxostat, che agisce come uno 'spazzino', riduce maggiormente l'acido urico con una superiorita' globale di circa il 30% rispetto alla terapia standard in uso da piu' di trent'anni.  La  ricerca, iniziata nel 2012, ha coinvolto circa 350 pazienti adulti dei reparti onco-ematologici di 79 centri distribuiti in 12 Paesi (Italia, Germania, Spagna, Spagna, Russia, Croazia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Ucraina, Ungheria e Brasile).

''I dati preliminari mostrano che dopo appena un giorno dall'inizio della terapia il febuxostat riduce maggiormente l'acido urico in circolo rispetto ad allopurinolo, mantenendo l'effetto per tutta la durata del trattamento, con una superiorita' globale di circa il 30%'', spiega Michele Spina, condirettore della Divisione A di Oncologia dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano e coordinatore internazionale dello studio.

afe/

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