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pubblicato il 04/dic/2013 16:48

Salute: malattie tiroide sottostimate in bimbi, non riconosciuta 1 su 3

Salute: malattie tiroide sottostimate in bimbi, non riconosciuta 1 su 3

(ASCA) - Roma, 4 dic - Presentano sintomi che talora possono essere male interpretati e attribuiti ad esempio alla crescita, all'adolescenza, a periodi di stress scolastico.

Stanchezza, sonnolenza, ipersonnia, bradicardia o tachicardia, irritabilita' e disturbi dell'umore sono i segni delle piu' comuni malattie della tiroide che colpiscono anche la popolazione infantile, con una marcata preferenza per il sesso femminile. Il picco dell'insorgenza avviene intorno alla seconda infanzia, verso i 12 anni, complice anche l'interferenza della maturazione sessuale. Eppure 1 bambino/ragazzo su tre riceve la diagnosi corretta con 12-24 mesi di ritardo. Un gap da colmare affinando la capacita' di fare diagnosi differenziale. ''Le due patologie tiroidee piu' frequenti sono la tiroidite di Hashimoto, disturbo su base autoimmune che consiste nella formazione di anticorpi contro la tiroide e forme cliniche che vedono l'insorgenza di ipotiroidismo e in alcuni casi si puo' manifestare con ipertiroidismo'' spiega Francesco Chiarelli, Direttore della Clinica Pediatrica dell'Universita' di Chieti e Presidente della Societa' Europea di Endocrinologia Pediatrica (ESPE). ''Disturbi da non sottovalutare e che presentano un certo grado di comorbidita' con patologie come il diabete di tipo 1 e la celiachia. Il momento piu' delicato? ''E' certamente l'adolescenza, quando alla ghiandola tiroidea si richiede un 30% in piu' della propria attivita', anche a causa dello sviluppo degli ormoni sessuali estrogeni e testosterone'' risponde lo specialista. ''Ecco allora che e' possibile osservare un rallentamento nella crescita staturale o alterazioni del ciclo mestruale che possono essere attribuite alla giovane eta'. In presenza di sintomi anche sfumati e' opportuno un semplice dosaggio ormonale da effettuare su un campione di sangue. La terapia dell'ipotiroidismo consiste in una supplementazione di ormone di facile somministrazione, mentre per le forme di iperfunzione della tiroide si ricorre a farmaci anti-tiroidei come il ''metimazolo'. Rimane comunque sempre opportuna una supplementazione di iodio attraverso il consumo di sale iodato nella popolazione generale''. L'ipotiroidismo congenito interessa circa 1 neonato ogni 1000 bambini e puo' avere diverse cause: dalla ''agenesia' della tiroide in cui in epoca fetale non si verifica il corretto sviluppo della ghiandola che quindi rimane assente, all''ectopia' ossia ad una anomala localizzazione della tiroide. Caso che puo' verificarsi in quanto durante la gravidanza la tiroide nasce nell'angolo mandibolare e intorno al 6*-7* mese di gestazione migra nella sua sede definitiva.

Altra causa di problemi congeniti e' rappresentata dai difetti di produzione degli ormoni tiroidei a causa di alterazioni enzimatiche. In Italia lo screening su tutta la popolazione neonatale e' in vigore dai primi anni '70 e dal 1976 esiste un Registro Nazionale presso l'Istituto Superiore di Sanita' che ha permesso di conoscere l'esatta epidemiologa del fenomeno: su circa 500mila bambini nati in Italia ogni anno, circa 300 ricevono diagnosi di patologie congenite alla nascita e vengono trattati tempestivamente entro due settimane. red/mpd

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