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pubblicato il 01/feb/2013 12:38

Salute: Istituto Nazionale Tumori, al nord piu' diagnosi precoci

Salute: Istituto Nazionale Tumori, al nord piu' diagnosi precoci

(ASCA) - Roma, 1 feb - Al nord il 45% dei tumori della mammella e' diagnosticato a uno stadio precoce mentre al sud le percentuali scendono, arrivando al 26% di Napoli e Ragusa, dove sono frequenti i casi che presentano gia' metastasi al momento della diagnosi, pari rispettivamente a 9,6% e 8,1%.

Sebbene a questa diagnosi ritardata corrisponda una differenza di sopravvivenza a cinque anni relativamente contenuta (89% al nord a fronte dell'85% al sud), la scoperta di un tumore allo stato iniziale e' un fattore di grande importanza per la paziente perche' consente di ricorrere a trattamenti chirurgici meno invasivi e a terapie piu' semplici, garantendo una migliore qualita' di vita e un minore costo sociale. Sono alcuni dei dati che emergono, in merito a quattro tra le piu' importanti forme tumorali (mammella, polmone, colon-retto e melanoma), dallo studio Eurocare 5 alta risoluzione - Italia, che l'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano ha pubblicato sul numero di dicembre della rivista internazionale Cancer Epidemiology, analizzando dati sulla sopravvivenza e l'adesione a linee guida internazionali per la diagnosi e terapia, in diverse aree del territorio italiano.

Le differenze locali circa la sopravvivenza riflettono, infatti, il diverso utilizzo da parte delle strutture sanitarie degli strumenti diagnostici piu' avanzati e delle terapie piu' efficaci. Per determinare il livello qualitativo delle cure, lo studio ha individuato per ogni tumore strumenti di diagnosi e trattamenti raccomandati dalle linee guida internazionali dell'European Society for Medical Oncology e ha verificato se a livello locale questi standard erano rispettati. Sono stati analizzati i dati raccolti da 14 Registri tumore italiani: Biella, Ferrara, Modena, Romagna, Reggio Emilia, Firenze, Umbria, Latina, Napoli, Palermo, Ragusa, Sassari e Trapani.

''L'adesione a standard diagnostico-terapeutici internazionali - sottolinea Milena Sant, responsabile della Struttura complessa di ''Studi descrittivi e programmazione sanitaria'' dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e coordinatrice dello studio - e' in generale soddisfacente al centronord e meno diffusa al sud. Le ragioni sono molte e diverse: per il tumore della mammella, per esempio, l'insufficiente applicazione di linee guida nelle aree di Sassari e Napoli e' attribuibile sia alla inadeguata disponibilita' di strutture radioterapiche (che quindi induce il chirurgo ad effettuare trattamenti piu' radicali al fine di prevenire le recidive loco regionali anche in assenza di radioterapia), che anche alla frammentazione di strutture sanitarie che trattano i pazienti oncologici''. ''All'opposto - aggiunge -la piu' omogenea applicazione di trattamento adiuvante nel tumore del colon in stadio III trova riscontro in una adeguata diffusione e aderenza a linee guida, ma anche alla possibilita' di eseguire questo trattamento in assenza di strutture radioterapiche''. ''Lo studio suggerisce che le disuguaglianze nella sopravvivenza dei pazienti oncologici - Osserva Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano - tuttora presenti in Italia, siano in larga parte motivate da disuguaglianze nella disponibilita' di risorse e strutture sanitarie per il trattamento di pazienti oncologici, dalla disomogenea presenza dei programmi di screening e da una scarsa diffusione delle linee guida per diagnosi e trattamento. Queste disuguaglianze condizionano la migrazione dei pazienti del Sud verso le strutture sanitarie presenti nelle regioni del centronord, con conseguenti disagi e incremento della spesa sanitaria. Il potenziamento e l'adeguamento delle strutture sanitarie presenti nel sud del paese contribuirebbero quindi a migliorare la performance dell'intero sistema sanitario italiano''. com/rus

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