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pubblicato il 11/dic/2013 16:57

Salute: impiantato a Ravenna pacemaker senza fili. E' il primo in Italia

Salute: impiantato a Ravenna pacemaker senza fili. E' il primo in Italia

(ASCA) - Cotignola (Ra), 11 dic - E' stato impiantato questa mattina - per la prima volta in Italia e tra i primi al mondo - presso il Maria Cecilia Hospital di Cotignola (Ravenna) un pacemaker wireless, il primo stimolatore del battito cardiaco senza fili dalle dimensioni estremamente ridotte (lunghezza 4 cm, peso 2 grammi - in pratica le dimensioni di 2 compresse di antibiotico).

La struttura ospedaliera di GVM Care & Research e' tra i 14 centri al mondo per la sperimentazione. Il nuovo dispositivo e' stato introdotto utilizzando una tecnica completamente diversa da quella normalmente utilizzata per impiantare i pacemaker convenzionali: non piu' esternamente al cuore collegato a cateteri, bensi' iniettato nella circolazione sanguigna utilizzando delle particolari sonde e fissato direttamente nella camera cardiaca. In pratica, un intervento mini-invasivo senza chirurgia.

Il paziente a cui e' stato impiantato il nuovo sistema e' una donna di 67 anni residente ad Alessandria affetta da un rallentamento grave della frequenza cardiaca e fibrillazione atriale, condizionante episodi di disorientamento e svenimenti. La procedura e' stata eseguita con una semplice anestesia locale, e' durata circa 30 minuti (la meta' rispetto all'intervento di posizionamento tradizionale) e si e' svolta in modo semplice, senza alcuna complicazione. La modalita' di impianto non chirurgica e l'assenza di componenti aggiuntive al pacemaker riducono il rischio di infezioni e di malfunzionamenti del dispositivo. La durata della batteria inoltre e' superiore a quella di molti dispositivi convenzionali.

L'impianto e' stato eseguito da Carlo Pappone e da Gabriele Vicedomini presso il dipartimento di Aritmologia di Maria Cecilia Hospital di Cotignola, uno dei piu' avanzati d'Europa, che da molti anni contribuisce allo sviluppo di nuove terapie e tecnologie per la cura delle aritmie.

''Questo nuovo stimolatore rappresenta il primo importante passo per lo sviluppo di sistemi nano tecnologici per il trattamento dei disturbi del cuore - afferma il profssor Pappone - ci si attende che nel futuro tali dispositivi e tale tecnica di impianto rappresentino la base per il miglioramento della qualita' e della durata della vita''. Per la paziente ora il decorso postoperatorio prevede il riposo a letto per 6 ore e gia' domani la dimissione dalla struttura ospedaliera: i vecchi interventi prevedevano 3/4 giorni di degenza. red/mpd

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