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pubblicato il 12/feb/2013 18:12

Salute: Ginecologi, sciopero per garantire sicurezza a mamme e neonati

Salute: Ginecologi, sciopero per garantire sicurezza a mamme e neonati

(ASCA) - Roma, 12 feb - ''Dobbiamo far conoscere a tutti la disastrosa situazione nella quale operiamo quotidianamente''.

Cosi', il presidente della Sigo (Societa' Italiana di Ginecologia e Ostetricia), Nicola Surico, nel giorno in cui per la prima volta ginecologi ed ostetrici italiani hanno incrociato le braccia, garantendo le urgenze, ma bloccando i parti programmati, gli esami e le visite negli ospedali pubblici e privati. Alla protesta hanno partecipato oltre alla Sigo, l'Associazione ostetrici ginecologi ospedalieri italiani (AOGOI), Associazione ginecologi universitari (AGUI), Federazione sindacale medici dirigenti (FESMED), Associazione ginecologi territoriali (AGITE), Societa' italiana di ecografia ostetrica e ginecologica e metodologie biofisiche (SIEOG) e Associazione italiana di ostetricia (AIO), Centri studio conservazione ovociti e sperma umani (CECOS) e Societa' italiana di fertilita' e sterilita' (SIFES). ''L'altissima adesione testimonia l'importanza e la necessita' della nostra protesta - afferma Surico -. La nostra scelta puo' apparire estrema, ma nasce dall'urgente esigenza di far conoscere all'intera opinione pubblica nazionale la disastrosa situazione nella quale ginecologi ed ostetrici si trovano ad operare quotidianamente. Tre sono i principali motivi del nostro sciopero: i recenti tagli previsti al sistema sanitario nazionale, la mancata attuazione della riforma dei punti nascita del 2010 e l'insostenibile crescita del contenzioso medico-legale. Le ultime manovre finanziarie hanno messo in ginocchio l'assistenza sanitaria anche in settori chiave come quello del percorso nascita. Inoltre - prosegue Surico - chiediamo un forte impegno affinche' sia immediatamente applicata la riforma dei punti nascita del 2010. Quel provvedimento prevedeva la chiusura di tutti i reparti che svolgevano meno di 500 parti l'anno. Dopo due anni dobbiamo costatare che gran parte di quella riforma e' rimasta solo sulla carta''.

''L'insostenibilita' dei costi delle polizze assicurative, la difficolta' a sottoscriverle con costi elevatissimi e il mancato obbligo della tutela assicurativa da parte delle aziende ci pone in serie difficolta' in vista dell'obbligo di contrarre un'assicurazione RC professionale entro il 13 agosto 2013 - sottolinea ancora il Presidente Sigo -.

Non e' cosi' garantita a chi opera nelle sale parto la necessaria tranquillita' per lavorare al meglio. Bisogna anche ricordare che molte strutture hanno carenza di organico sia di ginecologi che di ostetriche e un mancato aggiornamento delle tecnologie necessarie per erogare un'assistenza ai massimi livelli''. E chiede che ''le forze politiche inseriscano il tema del contenzioso medico-legale nei programmi di governo, prevedendo l'obbligatorieta' della polizza assicurativa, da parte delle aziende sanitarie, ed un tetto ai risarcimenti come avviene in altri Stati''. Il nostro obiettivo, ribadisce, ''e' assicurare la piena e totale sicurezza alle madri che partoriscono nel nostro Paese. Questo diritto fondamentale puo' essere garantito solo grazie a un sistema sanitario efficiente nel quale un ginecologo ed una ostetrica possano operare in reparti qualificati, adeguatamente finanziati e senza il pericolo di incorrere costantemente in una causa legale con richieste di maxi risarcimenti''. red/mpd

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