venerdì 20 gennaio | 20:00
pubblicato il 24/ott/2013 14:53

Salute: Gazebo in piazza per Giornata mondiale contro la Psoriasi

Salute: Gazebo in piazza per Giornata mondiale contro la Psoriasi

(ASCA) - Roma, 24 ott - La psoriasi scende in piazza. In diciotto citta' d'Italia i cittadini potranno testimoniare il loro sostegno a chi soffre della malattia. L'obiettivo e' importante: favorire una migliore conoscenza della patologia, il rapporto fra il malato e il medico specialista, sensibilizzare alla diagnosi precoce e a un'equa distribuzione dei farmaci su tutto il territorio nazionale.

Sabato 26 e domenica 27, in occasione della Giornata Mondiale della psoriasi, che si celebra il 29 ottobre, i rappresentanti regionali dell'Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.D.I.PSO.), insieme a dermatologi, volontari e alla Croce Rossa Italiana, distribuiranno materiale informativo e saranno a disposizione di coloro che vorranno avere informazioni sulla malattia, sulle cure, sui centri di riferimento regionali per la cura della psoriasi e dell'artrite psoriasica. Un modo anche per consentire alle persone affette da psoriasi di uscire allo scoperto, far sentire la propria voce e difendere i propri diritti, richiamando l'attenzione del pubblico e delle istituzioni su una patologia ancora troppo sottovalutata e discriminata e dalle forti implicazioni sociali, relazionali e psico-emotive. ''La Giornata Mondiale della Psoriasi e' il piu' grande evento divulgativo su questa malattia - dichiara Mara Maccarone, Presidente dell'Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.D.I.PSO.) - ed ha come obiettivo l'abbattimento del muro della discriminazione e della stigmatizzazione sociale, che ancora colpisce le persone che ne sono affette.

Consentire al malato di fare sentire la propria voce, di conoscere le opportunita' terapeutiche e i centri di riferimento presenti sul territorio nei quali ricevere una corretta e tempestiva diagnosi, significa offrirgli la possibilita' di poter controllare meglio l'evoluzione della malattia, garantirgli una risposta efficace alle terapie e l'opportunita' di continuare a condurre una vita normale.

Oggi queste cure esistono, ma il problema ancora irrisolto e' la disomogeneizzazione nel poterle ricevere equamente e adeguatamente su tutto il territorio. Da qui la nostra richiesta di una maggiore attenzione da parte delle istituzioni affinche', ogni paziente e specie quelli piu' a rischio, non debbano andare incontro alle piu' drammatiche evoluzioni della malattia, quali ansia, stati depressivi o l'artrite psoriasica, cambiando la storia dell'evoluzione della malattia''.

red/mpd/rob

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