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pubblicato il 06/feb/2014 10:30

Salute: Epatite C, farmaci innovativi per pochi e lunghe liste attesa

Salute: Epatite C, farmaci innovativi per pochi e lunghe liste attesa

(ASCA) - Roma, 6 feb 2014 - Solo il 15% dei pazienti con epatite C e' ritenuto idoneo all'utilizzo dei farmaci innovativi per la cura della malattia e fra questi solo un paziente su quattro ha avuto un accesso immediato alla nuova terapia, mentre il 35% e' inserito in lista di attesa. Le strutture deputate a erogare la nuova terapia sono a livello nazionale 353 e fra i 65 Centri intervistati, risulta che ben l'80% continua a lavorare con la stessa dotazione di personale, nonostante l'aumento delle complessita' gestionali dei nuovi trattamenti; il 20% inoltre dei Centri indica di aver aspettato da uno a tre mesi per avere a disposizione i farmaci da somministrare ai pazienti.

A livello regionale, meno della meta' delle Regioni ha formalizzato e reso pubblico un Percorso diagnostico terapeutico completo per la gestione della cura. Manca invece una regia nazionale che uniformi i criteri di accesso alle terapie e per questo ogni Regione individua modelli diversi di organizzazione dei servizi per l'erogazione delle stesse.

Sono questi alcuni dei principali elementi emersi dalla Indagine civica sull'accesso alle nuove terapie per il trattamento dell'epatite C, presentata oggi dal Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (CnAMC)-Cittadinanzattiva in collaborazione con EpaC onlus.

''Le liste di attesa stanno diventando un fenomeno sempre piu' diffuso che si e' esteso anche all'accesso alle terapie farmacologiche. Chiediamo che su questo le Regioni si attivino subito, anche rivedendo le modalita' di individuazione e di organizzazione dei centri prescrittori.

Due anni per rendere disponibili ovunque le terapie e' una tempistica inaccettabile. Oltre a semplificare l'iter di approvazione e rimborso a livello nazionale, e' necessario evitare che a livello regionale si duplichino attivita' gia' svolte dall'AIFA. Per questo proponiamo che, a tutela dei diritti dei cittadini, si prevedano per le Regioni inadempienti ''procedure d'infrazione'' analogamente a quanto avviene in Europa'', commenta Tonino Aceti, responsabile del CnAMC e coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato.

''L'indagine - aggiunge Ivan Gardini, presidente di EpaC onlus - conferma quanto sia difficile e complesso per un paziente accedere ai farmaci innovativi per l'epatite C. Da un lato la complessita' di gestione dei nuovi trattamenti ha diminuito la capacity dei centri autorizzati di curare nell'immediato tutti i pazienti in attesa, dall'altro molte regioni non sono state capaci di organizzare Percorsi diagnostico terapeutici assistenziali in grado di assicurare un rapido accesso anche a pazienti in cura presso centri non autorizzati. Il risultato e' che solo una piccola frazione di pazienti con HCV e' stata sinora curata con i nuovi inibitori della proteasi. Auspico che questa indagine possa convincere i decision makers interessati che servono Percorsi terapeutici uniformi per tutto il territorio nazionale e regole chiare e precise sui meccanismi di collaborazione tra strutture autorizzate e non autorizzate alla prescrizione dei farmaci innovativi''.

In Italia le epatite virali costituiscono una vera e propria emergenza sanitaria: il nostro Paese e', in Europa occidentale, quello con il piu' alto tasso di epatite C e di tumore del fegato correlato. Dati Istat 2008 confermano piu' di 20 mila decessi all'anno in Italia a causa di epatite cronica, cirrosi e tumore del fegato.

Attualmente per il trattamento dell'epatite C sono disponibili i nuovi inibitori della proteasi che, in associazione ai farmaci gia' disponibili, vanno a formare la cosiddetta ''triplice terapia'', un nuovo trattamento, destinato ai pazienti HCV positivi con genotipo 1, che aumenta la possibilita' di successo terapeutico sino all'80%.

red/mpd

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