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pubblicato il 13/mar/2013 19:52

Salute: Dietisti, con dieta ipo-proteica si rimanda dialisi di un anno

Salute: Dietisti, con dieta ipo-proteica si rimanda dialisi di un anno

(ASCA) - Roma, 13 mar - ''Un'alimentazione equilibrata, rispettosa dell'uomo e dell'ambiente, ed uno stile di vita sano, rappresentano una strategia vincente per il benessere, il buon umore e il piacere della buona tavola''. Lo ribadiscono i professionisti dell'Associazione Nazionale Dietisti alla vigilia della Giornata del Rene. Quello della dieta e' un punto fondamentale per la cura delle malattie renali: in Italia oltre 6 milioni di persone gia' soffrono di una patologia dell'organo, piu' di 50 mila sono i pazienti in dialisi ed oltre il 10% della popolazione adulta presenta tutte le condizioni per sviluppare in futuro una malattia renale cronica. Eppure il 60% non sa che fra le prime cause ci sono proprio malattie note, come il diabete e l'ipertensione. Fattori spesso sottovalutati o ignorati anche dalla maggioranza dei dializzati (72%, secondo i dati resi noti dalla Fondazione Italiana del Rene) eppure anch'essi controllabili con una alimentazione adeguata. ''Un aiuto importante, oltre al controllo di diabete e pressione arteriosa, proviene anche da una dieta adeguata - spiega Anna Laura Fantuzzi, segretario dell'Associazione Nazionale Dietisti, che lavora presso il Nuovo Ospedale Estense di Modena e referente dell'Ambulatorio di Dietetica delle Malattie Renali -. In particolare una dieta a contenuto proteico controllato svolge una funzione protettiva contro quella che in letteratura viene definita la 'morte renale', prolungando la stabilizzazione della malattia e allontanando il momento della dialisi e dell'eventuale trapianto''. E' necessario inoltre porre attenzione alla introduzione del fosforo con gli alimenti. In particolare l'iperfosfatemia nel paziente con insufficienza renale cronica e' un fattore di forte criticita' poiche' non solo aumenta di molto il rischio cardiovascolare, ma porta anche allo sviluppo di iperparatiroidismo secondario, ad alterazioni del metabolismo osseo e all'aumento di calcio e fosforo. ''Sono proprio le concentrazioni eccessive nel sangue di questi due ultimi elementi - aggiunge Fantuzzi - a preoccupare perche' possono provocare la formazione di piccoli depositi di minerali in vari organi e tessuti che a loro volta ingenerano calcificazioni a livello cardiovascolare. E' dunque indispensabile prevenire questo evento con una dieta adeguata, poiche' anche con la dialisi non e' possibile eliminare completamente tutto il fosforo in eccesso. Inoltre non va sottovalutato il fatto che una dieta gestita da un dietista con il supporto di un team motivato - conclude la dottoressa - e' in grado di ritardare l'accesso in dialisi di circa un anno e questo va a vantaggio sia di una migliore qualita' di vita del paziente che di un notevole risparmio per il sistema sanitario''. red/mpd

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