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pubblicato il 05/ago/2013 18:27

Salute: De Petris (Sel): non c'e' solo Ilva, a Civitavecchia e' allarme

(ASCA) - Roma, 5 lug - ''Per l'allarme salute non c'e' solo l'Ilva di Taranto. A causa delle pericolosissime emissioni di tre centrali termoelettriche, anche nella citta' di Civitavecchia i dati di tutti gli studi epidemiologici sono drammatici: la mortalita' per tumore ai polmoni, bronchi e trachea e' superiore del 35% alla media regionale. Il 56,3% dei ragazzi tra gli 11 e i 14 anni sono affetti da asma e altre sindromi dell'apparato respiratorio. Recentemente, il Ministero dell'Ambiente ha rinnovato l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) dell'impianto di Torre Valdaliga Nord, aggravando ulteriormente la situazione ambientale e sanitaria. Scelte innovative sotto il profilo ambientale e sanitario non sono piu' rinviabili''. Lo ha detto la senatrice Loredana De Petris, presidente del gruppo Misto e dei senatori di Sinistra, Ecologia e Liberta', presente alla conferenza stampa convocata dal gruppo Consiliare di Sel della Regione Lazio e del Comune di Civitavecchia. ''Solo qualche mese fa - ha proseguito De Petris - in ottemperanza alle normative europee, la discarica di Malagrotta ha cessato il ricevimento dei rifiuti indifferenziati, ma intanto il consumo di carbone e' aumentato a dismisura. L'immobilismo degli ultimi anni ci ha portato all'ennesima emergenza rifiuti e all'ennesimo commissariamento della discarica affidata a Goffredo Sottile''. ''Abbiamo presentato una mozione in Senato per chiedere ai ministri dell'Ambiente, della Salute e delle Attivita' produttive di riaprire immediatamente la Conferenza dei servizi sull'Aia della Centrale di Torre Valdaliga Nord.

L'obiettivo e' la chiusura dell'impianto non oltre il 2020.

Nel frattempo, vanno diminuite le ore di lavorazione dell'impianto e le quantita' annue di carbone bruciabile, sino a riconvertire le maestranze attualmente impiegate negli impianti termoelettrici. Chiediamo, inoltre, di rispettare i limiti imposti dal piano di riqualificazione dell'aria della Regione Lazio per quanto riguarda il contenuto di zolfo ( > 0,3% ) nei combustibili utilizzati in tutti gli opifici industriali presenti nel comprensorio di Civitavecchia.

Infine, il Governo si impegni affinche' nel territorio di Civitavecchia sia scartata ogni ipotesi di nuova realizzazione e utilizzo degli esistenti impianti per la produzione di energia elettrica di termovalorizzazione e ossidazione termica di qualsiasi sostanza, compresi il combustibile solido secondario e da rifiuti. Per noi di Sel - ha concluso De Petris - la questione di Civitavecchia deve essere affrontata in un quadro nazionale di dismissione delle centrali a carbone (ben 13, di cui 8 dell'Enel), principale fonte di emissione di CO2 e polveri sottili, molto prima del 2030''.

cs-gc/

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