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pubblicato il 23/mag/2013 12:29

Salute: Andrologi, con andropausa aumentano i pericoli per l'uomo

Salute: Andrologi, con andropausa aumentano i pericoli per l'uomo

(ASCA) - Roma, 23 mag - Maschi attenzione, dopo i 50 anni l'andropausa e' in agguato. Ma, a differenza della menopausa femminile, non corrisponde all'incapacita' di procreare.

L'andropausa e' infatti caratterizzata da un insieme di piccoli e grandi disturbi che si manifestano in maniera subdola e silenziosa: maggiore affaticamento muscolare, variazione al ribasso dell'attivita' sessuale; insicurezza e senso di inadeguatezza fino alla depressione, ripresa piu' lenta da malattie ed eventi stressanti.

''II fattore che piu' di ogni altro influenza negativamente i livelli dell' ormone - dice Aldo Franco De Rose, andrologo e urologo della Clinica Urologica di Genova e Presidente dell'Associazione Andrologi Italiani (ASSAI) - e' il fumo di sigaretta, per cui l'insorgenza dell'ipogonadismo puo' essere anche piu' precoce, rispetto ai 50 anni''. A diminuire pero' l'eta' di insorgenza dei disturbi troviamo altri fattori di rischio come l'ipertensione, l'ipercolesterolemia, l'eccessivo consumo di alcool, la dieta inadeguata, la mancanza di esercizio fisico e naturalmente il diabete''. ''Ma ultimo e piu' recente allarme, ma non per questo meno importante, e' l'assunzione di farmaci contro le calvizie da parte dei giovani'' prosegue Aldo Franco De Rose. Di questo e altro si discutera' al Congresso del Nord Italia dell'Associazione Andrologi Italiani, venerdi' 24 e sabato 25 maggio a Portofino Vetta.

Dunque, nella realta', l'andropausa non e' da considerare un ''climaterio'' in senso stretto come quello femminile ma puo' essere etichettata come un insieme di sintomi che interessano tutto l'organismo, ad iniziare dalla difficolta' di concentrazione, anemia all' affaticamento ed e' dipendente, quasi sempre, da una diminuita produzione di testosterone .

'' Questo ormone, i cui valori sono considerati normali sopra 3,2 ng/ml - puntualizza il Aldo Franco De Rose - dopo i cinquanta diminuiscono dell'1%, ogni anno, con il risultato che la sua diminuzione interessa circa il 7% degli uomini fra i 50 e 60 anni. Tale percentuale sale al 20% nei soggetti tra i 60 e gli 80 anni e al 35% in quelli di eta' superiore agli 80 anni''. Dati derivanti da studi i su popolazioni nord europee indicano che oltre i 50-60 anni piu' di un uomo su sei si ammala di osteoporosi, con un'incidenza pari a circa la meta' di quella delle donne e sempre a causa di carenza del testosterone. Ma queste cifre aumentano significativamente se si considerano tutti i casi di osteoporosi maschile derivanti da terapie cortisoniche o piu' frequentemente con antiandrogeni, a cui l'uomo spesso e' sottoposto dopo diagnosi di tumore prostatico e che sono spesso ignorate.

red/mpd

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