martedì 17 gennaio | 20:56
pubblicato il 04/ott/2013 14:32

Salute: al via progetto Ue Heals con Iss per monitoraggio gemelli

Salute: al via progetto Ue Heals con Iss per monitoraggio gemelli

(ASCA) - Roma, 4 ott - Il registro nazionale gemelli dell'Istituto superiore di sanita' (Iss) varca di nuovo il confine italiano e si inserisce in un programma europeo di ampio respiro: Iss infatti e' il partner italiano del progetto Heals (Health and Environment-wide Associations based on Large population Surveys) attraverso il quale saranno osservati fin dalla nascita 1500 gemelli neonati in 10 Paesi Europei. Si trattera' di un approccio che valutera' il ruolo delle esposizioni ambientali e della variabilita' epigenetica, dal concepimento in poi. Questo il focus del progetto europeo appena finanziato nell'ambito del settimo programma quadro, coordinato dalla professoressa Isabella Annesi-Maesano dell'Universita' Pierre et Marie Curie e dell'Inserm francesi, che vede la partecipazione di piu' dipartimenti dell'Iss coordinati da Gemma Calamandrei. Secondo i dati del Ministero della Salute che emergono dal rapporto 'Certificato di assistenza al parto (Cedap). Analisi dell'evento nascita - anno 2010', pubblicato a settembre 2013, il numero di parti plurimi in Italia e' di 8.550 e rappresenta l'1,6% del totale dei parti (545.493 nel 2010).

La frequenza risulta piu' elevata fra le madri con piu' di 40 anni (2,4%), e sale considerevolmente nelle gravidanze da procreazione medicalmente assistita, in cui il 19,8% esita con parto plurimo. Questi due fattori sono i maggiori responsabili dell'aumento del tasso di gemellarita' che, negli ultimi venti anni ha avuto un incremento nel nostro Paese di circa il 25%. Inoltre, un quarto dei parti pretermine (il 6,6% dei neonati nasce prima della 37ma settimana) e' rappresentato da parti gemellari. Quest'ultimo dato richiede particolare attenzione in termini di assistenza clinica e di sanita' pubblica: i gemelli prematuri, e soprattutto quelli con un peso alla nascita molto basso, necessitano di cure particolarmente impegnative e costose nelle Unita' di Neonatologia, che spesso non hanno un numero sufficiente di posti di terapia intensiva neonatale atto a soddisfare le richieste scaturite dall'aumento dei parti multipli. Gli interventi nella sessione del convegno dedicata alla clinica affronteranno alcuni aspetti di grande attualita' relativi all'assistenza neonatale dei nati da parti plurimi, offrendo la possibilita' di fare il punto della situazione su questa 'epidemia'.

red/mpd

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