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pubblicato il 15/mar/2013 14:36

Salute: 1 anziano su 3 a rischio frattura. Femore, 94mila ricoveri/anno

Salute: 1 anziano su 3 a rischio frattura. Femore, 94mila ricoveri/anno

(ASCA) - Roma, 15 mar - Un anziano su tre rischia di cadere e fratturarsi. Considerando che nei prossimi 50 anni nel mondo si passera' dai 600 milioni di anziani a 50 miliardi - con la conseguenza di dover fare i conti con una serie di patologie tipiche di questa eta' fra le quali la frattura di femore sara' sempre piu' diffusa - si assistera' ad un incremento esponenziale di interventi di protesi di anca dopo una caduta. Con una tipologia specifica di paziente che fara' numeri molto significativi: il grande anziano fratturato. Se ne e' discusso a Roma nel corso del convegno 'Chirurgia protesica dell'anca nel grande anziano, approccio multidisciplinare', nell'Aula Magna dell'Ospedale Forlanini.

Le fratture di femore nel paziente anziano costituiscono un importante problema sanitario con dimensioni imponenti: ogni anno in Europa si registrano circa 500.000 nuovi casi.

In Italia, ogni anno, si contano 94.000 ricoveri solo tra gli over 65 e in quasi otto casi su dieci (78%) si tratta di donne.

''La causa principale e' l'osteoporosi, malattia che comporta una alterazione della micro architettura delle ossa - afferma Sandro Rossetti, Ortopedico, Primario del reparto di Ortopedia e Traumatologia dell'ospedale San Camillo di Roma e presidente del convegno - il risultato e' una elevata fragilita' in seguito alla quale anche un trauma di lieve entita' puo' comportare una frattura che richiede un intervento chirurgico. Gli anziani si fratturano il femore nella maggior parte dei casi perche' rimangono vittime di cadute soprattutto nelle loro abitazioni''. Secondo le recenti linee guida internazionali l'intervento chirurgico per una frattura di femore deve essere effettuato, compatibilmente con le condizioni generali del paziente, entro le 24/48 ore e a seconda della tipologia del trauma si prevede l'applicazione di una placca o di un chiodo oppure di una protesi. ''La sostituzione protesica dell'anca e' una procedura di successo che apporta un notevole miglioramento della qualita' della vita - aggiunge Marco Cianfanelli, ortopedico dell'azienda ospedaliera San Camillo - Forlanini - , ma nonostante i progressi delle tecniche chirurgiche e della progettazione degli impianti non e' scevra da fallimenti che attualmente si presentano con una percentuale variabile dal 3% al 18%. Questo comporta un intervento chirurgico di revisione della protesi il cui numero inevitabilmente aumentera' dato il progressivo incremento dei primi impianti''. red/mpd

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