sabato 10 dicembre | 23:57
pubblicato il 10/dic/2013 16:16

Salute: 'mamma vado all'asilo', consigli SItIP per affrontarlo al meglio

Salute: 'mamma vado all'asilo', consigli SItIP per affrontarlo al meglio

(ASCA) - Milano, 10 dic - Meglio l'asilo nido o una baby sitter? La maggior parte delle mamme italiane, quando si avvicina il rientro al lavoro finiti i mesi di maternita', si trovano davanti a questo angoscioso bivio. E, in effetti, la scelta di mandare all'asilo nido bambini anche molto piccoli e' un'esigenza tutta ''moderna'' derivata dall'impossibilita', per le mamme e i papa' che lavorano, di accudire i propri figli in alcune ore della giornata, divenendo, cosi', una scelta necessaria di fronte all'alternativa di una baby-sitter fidata che, talvolta, e' altrettanto costosa.

La frequenza della comunita' infantile in tenera eta' puo' presentare numerosi risvolti sia positivi, sia negativi per il bambino e, di conseguenza, per i genitori.

Se, infatti, la precoce socializzazione puo' comportare dei vantaggi soprattutto dal punto di vista dell'apprendimento e dello sviluppo psicomotorio, frequentare l'asilo nido rende il bambino particolarmente suscettibile ad infezioni ricorrenti, soprattutto a carico dell'apparato respiratorio e dell'apparato gastrointestinale con il risultato che questo tipo di patologie si possono verificare con frequenza decisamente elevata, ma al tempo stesso vengono accelerati i processi di apprendimento immunologico e, in definitiva, di rafforzamento delle difese immunitarie. Ne consegue, pertanto, che il bambino introdotto precocemente nella comunita' infantile si ammala spesso nel primo anno di frequenza dell'asilo nido ma diventa progressivamente meno suscettibile alle infezioni negli anni successivi.

''I locali chiusi, spesso eccessivamente riscaldati e frequentati da tanti bambini - afferma Susanna Esposito, Direttore dell'Unita' di Pediatria ad Alta Intensita' di Cura Fondazione IRCCS, Ca' Granda Ospedale Maggiore Policlinico, Universita' degli Studi di Milano e Presidente della Societa' Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP) - rappresentano un ambiente ideale per la propagazione dei virus, principali agenti eziologici delle infezioni nei primi anni di vita; la trasmissione dei microrganismi e', poi, particolarmente facilitata dallo scambio degli oggetti che inevitabilmente avviene tra bimbi cosi' piccoli. Inoltre, e' molto difficile che un bambino nei primi anni di vita sia in grado di attuare le comuni norme igieniche: in questo modo i germi che vengono veicolati per via aerea e gastrointestinale possono contaminare le superfici, su cui possono sopravvivere anche diverse ore, rendendo ancora piu' semplice la trasmissione delle infezioni da un bimbo all'altro''.

In Italia, si calcola che oltre 400.000 bambini vengano colpiti ogni anno dalla gastroenterite e il Rotavirus rappresenta il principale agente eziologico. Di questi casi, circa 322.000 episodi si risolvono con la sola assistenza al domicilio del piccolo, 80.500 sono quelli che necessitano di una visita ambulatoriale, mentre oltre 10.000 vengono ospedalizzati, con una degenza che varia da 4 a 7 giorni ed e' piu' lunga per chi ha meno di 4 mesi di vita. E' stato, inoltre, stimato che la gastroenterite da Rotavirus causi 50.000 visite in pronto soccorso l'anno. Nel nostro Paese, l'infezione da Rotavirus costa circa tra i 40 e i 60 milioni di euro all'anno di costi diretti, a cui andrebbero aggiunti quelli sociali, dovuti alla perdita di giorni di lavoro dei genitori dei bambini ammalati. La gastroenterite da Rotavirus, che ha un periodo di incubazione di circa due giorni, si trasmette per via orofecale, cioe' attraverso il contatto delle mani sporche per aver toccato pannolini o per aver accudito bambini malati, ma anche per via respiratoria e scambiandosi oggetti, ad esempio i giocattoli. ''Per prevenire le patologie delle vie respiratorie e quelle gastrointestinali - sottolinea Susanna Esposito - il rimedio con documentata efficacia sono i vaccini: la letteratura scientifica ha, ormai, dimostrato in modo inequivocabile come nel primo caso l'esecuzione del vaccino anti-pneumococcico coniugato 13-valente, offerto gratuitamente ai nuovi nati in associazione al vaccino esavalente nel corso del primo anno di vita, possa diminuire in modo sostanziale il rischio di otiti, polmoniti, meningiti e sepsi. Inoltre, la vaccinazione antinfluenzale, eseguibile in eta' pediatrica dopo i 6 mesi di vita, puo' rappresentare un'altra utile misura preventiva.

Un'ulteriore strategia aggiuntiva e' la vaccinazione anti-rotavirus: esistono due vaccini, entrambi sicuri, ben tollerati e soprattutto molto efficaci che si assumono entrambi per via orale in due o tre dosi, a seconda del prodotto, e che vanno somministrati entro il sesto mese di vita''.

red/mpd

TAG CORRELATI
Gli articoli più letti
Musica
Al Bano colpito da infarto e operato. "Ora sto bene"
Papa
Papa: cambiamenti climatici aggravati da negligenza umana
Altre sezioni
Salute e Benessere
Orecchie a sventola, clip rivoluziona intervento chirurgico
Enogastronomia
Furono i sardi i primi a produrre vino nel Mediterraneo
Turismo
Confesercenti: alberghi prenotati al 75% per Ponte Immacolata
Lifestyle
Giochi, Agimeg: nel 2016 raccolta supera i 94 miliardi (+7,3%)
Moda
Per Herno nuovo flagship store a Seoul
Sostenibilità
All'Isola della Sostenibilità il mondo dell'economia circolare
Efficienza energetica
Natale 2016, focus risparmio energetico e trionfo regalo Hi-tech
Scienza e Innovazione
Le tecnologie spaziali che aiutano la sostenibilità
Motori
Flash Mob ai Fori per Amatrice con la Ferrari del record in Cina