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pubblicato il 07/ott/2013 17:16

Sacra Sindone: lavori strutturali su Cappella Guarini ultimati a marzo

Sacra Sindone: lavori strutturali su Cappella Guarini ultimati a marzo

(ASCA) - Torino, 7 ott - Le nuove colonne, con segmenti di tronco da 4 tonnellate, sono state introdotte e posizionate a mano con la stessa tecnica utilizzata nella storia piu' antica fino all'avvento delle macchine: carrelli spinti a mano, paranchi a catena, corde, e forza dei muscoli. Eppure il restauro della cappella della Sindone, colpita nell'aprile del 2007, da un incendio devastante provocato da un corto circuito, prosegue secondo il cronoprogramma annunciato.

Avviato nel 2003, il lavoro di recupero strutturale e' ormai giunto al suo nono e penultimo lotto che sara' completato entro il marzo del 2014.

Poi ci sara' ancora una parte dedicata al recupero artistico, alla finitura superficiale delle decorazioni interne, al rifacimento dei serramenti in legno, al restauro degli elementi bronzei, che potrebbe essere terminata entro il 2015, come ha promesso oggi il direttore regionale per i beni culturali Mario Turetta, presentando lo stato di avanzamento dei lavori , assieme all'arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia e all'ingegnere Paolo Napoli direttore dei lavori. Napoli ha sottolineato come non sia stata necessaria alcuna variante in corso d'opera e nessun adeguamento dell'appalto da 8,7 milioni, rispettato fino in fondo e senza la costituzione di alcuna riserva, al contrario di quanto e' accaduto in passato nella tormentata vicenda di questi lavori, il cui costo complessivo e' superiore ai 200 milioni. In tutto e' stata prevista la sotituzione di 1550 elementi gravemente danneggiati su 5450 complessivi. Per l'ultimo intervento, prima della consegna, serviranno altri 4 milioni circa, uno dei quali garantito dal ministero dei Beni culturali, gli altri in fase di reperimento, con una richiesta gia' avanzata alla Compagnia di San Paolo e alla Fondazione Crt. A lavori ultimati la cappella del Guarini ''non potra' piu' essere vittima del fuoco'' assicura Napoli.

Al di la' degli impianti di sicurezza, spiega il direttore dei lavori, gli elementi infiammabili di legno sono stati quasi del tutto eliminati, e , in caso di lavori , qualsiasi ponteggio, che 17 anni fa provoco' il propagarsi delle fiamme, dovra' invece essere di metallo. eg/gbt

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