martedì 24 gennaio | 14:54
pubblicato il 22/feb/2012 17:31

Rosanna Scopelliti: si parla di 'ndrangheta ma non di mio padre

La figlia del giudice Antonino: "Delitto sepolto sotto omertà"

Rosanna Scopelliti: si parla di 'ndrangheta ma non di mio padre

Palmi, (askanews) - "Ogni qualvolta un familiare di un morto ammazzato si vede di fatto costretto a contare solo sulle proprie forze per dare un senso al sacrificio dei propri cari si celebra non la memoria di un innocente ma un'atroce sconfitta per tutto il Paese". Rosanna Scopelliti è la figlia del giudice Antonino, ucciso il 9 agosto 1991 in Calabria, sua terra d'origine. La ragazza, a Palmi per l'intitolazione di un'aula al magistrato, ricorda il padre e la sua lotta alla criminalità organizzata. Quando fu ucciso, Scopelliti stava preparando il rigetto dei ricorsi per Cassazione avanzati dalle difese dei più pericolosi mafiosi condannati nel primo maxiprocesso a Cosa Nostra."Si parla tanto di 'ndrangheta, spesso anche a sproposito, però nessuno o quasi ricorda di un giudice calabrese ucciso a pochi chilometri da casa in una sera d'estate del 1991, mentre rientrava dal mare". Un delitto, dice Rosanna alla presenza del ministro della giustizia Severino, che ha permesso di siglare un "patto di sangue" tra Cosa nostra e 'ndrangheta e che è "rimasto sepolto sotto quintali di polvere e di omertà". Rosanna parla di innumerevoli ritardi, superficialità investigative e depistaggi, che hanno contribuito all'inabissamento del caso. "Perchè il teorema Buscetta è crollato solo a Reggio Calabria. Perchè il primo e forse unico sciopero organizzato dai pentiti in Italia è avvenuto durante il processo Scopelliti e perchè soprattutto, se di patto di sangue si è trattato, sono stati portati alla sbarra solo Riina, Provenzano e i boss siciliani, e non è mai stato istruito un processo per il versante calabrese, sicuramente ha contribuito e organizzato materialmente il delitto?"."Oggi ci troviamo qui, nel profondo sud, nella Piana di gioia Tauro, comprensorio sempre caro a mio padre e popolato da gente onesta e umile, a intitolare un'aula a suo nome, mentre nè in via Arenula nè in Cassazione si è mai ipotizzato in questi anni di adottare una simile iniziativa". Antonino Scopelliti, ha detto la figlia, non era un eroe: lei non accetterà questa definizione sino a quando al giudice e al suo sacrificio non saranno rese verità e giustizia.

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