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pubblicato il 22/gen/2014 16:32

Roma/Rifiuti: Zingaretti, da indagini estraneita' totale mia Giunta

(ASCA) - Roma, 22 gen 2014 - ''Sulla gestione dei rifiuti, la strada che abbiamo tracciato e' limpida. E ci tengo a ribadirlo non solo perche', dopo anni di indagini, emerge l'estraneita' totale di questa Giunta e dei suoi singoli componenti da qualsiasi tipo di imputazione, nei presenti come nei passati incarichi''. Cosi' il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso del suo intervento dinanzi al Consiglio regionale del Lazio dove si e' aperta la seduta consiliare straordinaria dedicata alla problematica della gestione dei rifiuti. ''Come sapete - ha ricordato ai consiglieri - in data 9 gennaio 2013 sono stato informato, in quanto presidente, della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di due dirigenti dell'amministrazione regionale, il dottor Raniero De Filippis e il dottor Luca Fegatelli, nella quale vengono contestati, tra gli altri, i reati, commessi fino al 2012, di associazione per delinquere, abuso d'ufficio e falso ideologico in atti pubblici. Fermo restando il dovere di riaffermare in linea di principio, pur nella gravita' delle accuse, la presunzione di non colpevolezza per ogni imputato, l'amministrazione ha ovviamente agito e agira' in autotutela e ha, quindi, predisposto la sospensione dei due dirigenti arrestati e la revoca degli attuali incarichi, gia' avvenuta, e ha annunciato la costituzione di parte civile in occasione dello svolgimento del processo''. ''Tutti i reati contestati riguardano fatti precedenti l'insediamento di questa Giunta'' e ''non c'e' dubbio che ad essere coinvolti dalle misure cautelari sono due dirigenti che hanno ricoperto incarichi di rilievo in passato e ai quali e' stato riconosciuto un ruolo anche nell'indicazione degli incarichi da parte della nostra Giunta. Penso sia giusto, allora, chiarire quale sia stato l'iter, le condizioni e i paletti normativi all'interno dei quali ci siamo mossi, il senso e l'obiettivo delle nostre scelte''.

''In primo luogo - ha spiegato - abbiamo attuato da subito una rotazione straordinaria generale dei dirigenti per dare un segnale di discontinuita' nella gestione amministrativa.

Non per umiliare gli interni, ma per rafforzare, arricchire di competenze, rendere piu' aperta la squadra, abbiamo indicato 18 figure apicali esterne, con curricula ineccepibili, e per queste scelte siamo stati duramente criticati spesso dagli stessi che oggi invocano un turn over anche piu' ampio. Scelte che sono state, tra l'altro, oggetto di una forma che definirei 'compulsiva' di ricorsi amministrativi (peraltro tutti vinti ad oggi dalla Regione) tesi ad ostacolare questo cammino di rinnovamento. Da parte nostra, allora come oggi, ci siamo mossi con due soli punti di fermi: il rispetto delle norme e il rinnovamento per rilanciare il ruolo di questo ente. Per la stessa ragione, abbiamo avviato da subito la riorganizzazione della catena di comando: da 20 direzioni regionali siamo passati a 12, abolendo la figura dei 2 capi dipartimento, uno dei quali ricoperto in passato proprio dal Dottor Fegatelli, e cioe' definendo un'architettura direzionale piu' razionale, creando una corrispondenza tra strutture amministrative e assessorati funzionale all'efficacia e alla trasparenza dell'azione amministrativa''. ''L'insieme di questa riorganizzazione - ha precisato - ha ovviamente coinvolto anche i due dirigenti oggetto del provvedimento cautelare, la cui nuova collocazione e' stata definita in rispetto delle norme sulla dirigenza pubblica che ci imponevano di indicare un ruolo adeguato. In particolare, per quanto riguarda il dottor Fegatelli, che nella precedente amministrazione aveva ricoperto il ruolo di capo dipartimento istituzionale e territorio, corrispondente a circa 3000 unita' di personale, la nuova collocazione e' stata presso l'Abecol, con un ruolo, quindi, mi permetto di dire, sicuramente ridimensionato rispetto a quello precedentemente ricoperto, all'interno di una struttura che la consigliera Corrado, per fare un esempio, defini' presentando una mozione lo scorso 12 dicembre 'un ente inutile' e che, sulla base di una recente sentenza della Corte Costituzionale, procederemo tra l'altro a chiudere, salvaguardando, ovviamente, e rilanciando le attivita' che svolge. Per quanto riguarda il dottor De Filippis, che si trova coinvolto in un procedimento per responsabilita' contabile, non definitivo, l'incarico ha riguardato una direzione regionale sicuramente rilevante ma senza alcun ruolo di programmazione e direzione nella gestione dei rifiuti. Sottolineo, pero', come, nelle condizioni date, una collocazione dei due dirigenti in una posizione non corrispondente alla loro qualifica avrebbe prodotto in entrambi i casi un immediato ricorso e un intervento di reintegro da parte del giudice del lavoro con la certezza di un danno erariale per la pubblica amministrazione e che, fino al giorno di notifica delle misure cautelari, la Regione Lazio non aveva nessuna notizia documentale di indagini in corso''.

bet/mau

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