lunedì 23 gennaio | 04:14
pubblicato il 14/ott/2014 19:14

Roma, pakistano ucciso a botte: arrestato padre 17enne

Accusato di omicidio in concorso con il figlio

Roma, pakistano ucciso a botte: arrestato padre 17enne

Roma, 14 ott. (askanews) - "Picchialo, ammazzalo": così, secondo i risultati delle indagini, il padre avrebbe istigato il figlio a picchiare a morte il giovane pakistano, ucciso la sera del 18 settembre scorso, nel quartiere romano di Torpignattara. I carabinieri hanno quindi arrestato per concorso in omicidio, il padre del 17enne, già in carcere per l'omicidio.

I carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno arrestato B.M., 40enne con precedenti, ritenuto responsabile, in concorso con il figlio 17enne, già arrestato nell'immediatezza dei fatti, dell'omicidio di Muhammad Shahzad Khan, il pakistano 32enne colpito a morte con calci e pugni alla testa, la sera dello scorso 18 settembre in via Lodovico Pavoni.

L'uomo è stato arrestato in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Roma, Giuseppina Guglielmi, su richiesta del sostituto procuratore Mario Palazzi della Procura di Roma. E - spiegano i carabinieri - la misura cautelare è stata emessa "in ragione delle testimonianze acquisite e degli accertamenti eseguiti dal nucleo investigativo di via in Selci ad integrazione delle prime indagini della compagnia Casilina, che hanno fatto emergere un grave quadro indiziario a carico di B.M., il quale è risultato aver istigato il figlio a colpire selvaggiamente la vittima, determinandolo in tal modo ad agire, minacciando poi alcuni testimoni dell'aggressione affinché tenessero un comportamento reticente". Le indagini condotte dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma hanno, infatti, chiarito che la sera del 18 settembre scorso, l'uomo, infastidito dal comportamento tenuto in strada dal giovane straniero, lo insultò affacciandosi dalla finestra di casa, poi gli lanciò contro una bottiglia e, successivamente, "incitò il figlio minorenne ad aggredire il giovane pakistano, così inducendolo a porre in essere l'azione violenta con frasi quali 'picchialo, ammazzalo'". Non solo, dopo la violenza, resosi conto di quanto accaduto, il 40enne - sempre secondo i risultati delle indagini - "minacciò gravemente le persone presenti per assicurare a se e al figlio l'impunità e poi giustificare l'accaduto, attribuendo l'evento ad uno 'sgarbo della vittima'".

Il reato contestato all'arrestato è di concorso in omicidio volontario, con l'aggravante di avere determinato a commettere il reato il proprio figlio minore di anni 18. L'uomo è stato portato nel carcere di Regina Coeli.

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