mercoledì 18 gennaio | 18:00
pubblicato il 13/giu/2013 18:17

Roma: Medici Omceo, aggressione equipe ambulanza neanche in zone guerra

(ASCA) - Roma, 13 giu - Con ''forte indignazione e profonda preoccupazione'' viene commentata dall'Ordine provinciale di Roma dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri l'aggressione subita ieri nella Capitale dal personale di un'ambulanza del 118 accorsa nel quartiere di San Basilio dopo una lite tra automobilisti che ha causato un morto e un ferito.

''Sono anni che denunciamo in tutte le sedi la crescente aggressivita' nei confronti dei medici e del personale infermieristico, nei pronto soccorso come nei reparti di degenza'', ricorda il presidente dell'Ordine, Roberto Lala.

''Adesso si e' arrivati ad aggredire anche gli equipaggi delle ambulanze che tentano di salvare delle vite: professionisti che non fanno mai distinzione tra i feriti che si trovano a soccorrere, anche se tra loro c'e' qualcuno che ha commesso reati. E' assurdo, e' inaccettabile. Non succede - sottolinea con amarezza Lala - nemmeno nelle zone di guerra, dove ambulanze e barellieri sono rispettati dai combattenti''.

L'Ordine evidenzia che il primo mezzo di soccorso risulta giunto sul luogo della lite appena 6 minuti dopo la chiamata al 118, quindi con grande tempestivita'. Cio' nonostante e' stato preso d'assalto dalla folla locale e semidistrutto. I tre operatori sono stati colpiti con calci e pugni, uno ha riportato la frattura della clavicola e tutti hanno avuto bisogno di ricovero presso l'ospedale Sandro Pertini. Subito dopo e' giunta sul luogo anche una seconda ambulanza che e' riuscita a raccogliere un ferito colpito da una coltellata alla guancia.

''Ci uniamo allo sconcerto e all'uguale indignazione del direttore dell'Ares 118, Livio De Angelis'', dichiara il presidente dei camici bianchi romani. ''Ma la stigmatizzazione di questi eventi non basta: chiediamo al Questore della Capitale di assicurare piu' tutela nei confronti di chi opera per salvare vite e si spende per salvaguardare la salute dei cittadini. Chiediamo con forza che siano individuati i responsabili di quest'azione incomprensibile e incivile, i quali devono essere puniti seriamente. Soprattutto torniamo a lanciare l'allarme sul clima di conflitto tra medici e pazienti: costantemente alimentato e inasprito dalla pubblicita' di alcuni studi legali, come pure da notizie sui mass media spesso improntate al sensazionalismo piuttosto che alla puntuale informazione.

Con questi risultati'', conclude Lala.

red/mpd

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