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pubblicato il 14/nov/2013 14:39

Roma: Cciaa, le imprese soffrono ma il futuro fa meno paura

(ASCA) - Roma, 14 nov - Le aspettative delle imprese di Roma e provincia, per il terzo quadrimestre dell'anno, permangono prevalentemente negative. In un quadro generale che resta problematico, si cominciano a intravedere alcuni timidi segnali di miglioramento rispetto al secondo quadrimestre 2013. Questo l'aspetto principale che emerge dall'indagine congiunturale fatta su un campione di 303 imprese del territorio che ha come obiettivo quello di raccogliere e analizzare le previsioni sull'andamento delle principali variabili aziendali. Lo studio e' curato da Asset Camera, Azienda speciale della Camera di Commercio di Roma, con la collaborazione tecnica della Luiss Business School e dell'istituto di ricerca SWG.

Continua la debolezza del mercato interno, ma si intravedono alcuni deboli segnali di miglioramento. Sebbene, infatti, la percentuale di imprese romane che prevede un calo del fatturato resti ancora alta (53%), la costante diminuzione di questo dato rispetto al primo e al secondo quadrimestre dell'anno dove le percentuali erano, rispettivamente, al 70% e 60%, ci porta a essere moderatamente ottimisti per i mesi futuri. Entrando nel dettaglio, il 35,3% delle imprese si aspetta una diminuzione del fatturato prodotto nel mercato interno (erano il 40% nel secondo quadrimestre 2013), il 17,2% una ''forte riduzione'' (erano il 20,5%), il 34,3% un andamento stabile (erano il 31,1%) e il 12,9% un aumento (erano solo il 7,8%). Le imprese piu' pessimiste sono quelle del manifatturiero, dove la percentuale di coloro che attendono una diminuzione o forte diminuzione del fatturato rappresentano il 74%. Di contro, nei ''servizi alla persona'' e nei ''servizi alle imprese'' questo valore si ferma, rispettivamente, al 36% e 43%. Le prospettive negative del fatturato influiscono inevitabilmente sulla domanda di lavoro che permane molto debole. Nel terzo quadrimestre del 2013 circa il 20% delle imprese romane prevede una contrazione dei propri addetti a tempo indeterminato e questo riguarda praticamente nella stessa proporzione laureati, diplomati e non diplomati.

Solo il 4% del campione prevede un aumento del numero di addetti a tempo indeterminato. E' pari a quasi il 20% la percentuale di imprese che prevede di ridurre il numero di addetti ed e' del 77% la quota di quelle che indicano stazionarieta'. Le aspettative sui nuovi investimenti confermano sostanzialmente un dato gia' riscontrato nel primo quadrimestre dell'anno. Il 58% delle imprese dichiara di non pensare a realizzare alcun tipo di nuovo investimento: dato che resta negativo, ma leggermente migliore rispetto al 63% emerso nella rilevazione del quadrimestre precedente. Rimane negativa la visione delle imprese romane sull'accesso al credito e sulla gestione finanziaria. In merito alla disponibilita' di finanziamenti dalle banche il 51,5% si aspetta un andamento peggiore rispetto al quadrimestre precedente, il 34,3% analogo e solo il 6,6% uno migliore.

Percentuali quasi uguali a quelle relative al costo del debito con le banche. Per quanto riguarda la riscossione dei crediti il 47,9% si aspetta una situazione simile a quella del quadrimestre precedente mentre il 39,9% una situazione peggiore; solo il 6,9% uno scenario migliore. La situazione economica generale e' considerata peggiore o molto peggiore di quella del precedente quadrimestre ''solo'' dal 20% delle aziende rispetto al 70% del quadrimestre precedente. Il 50% intravede una situazione analoga alla precedente, mentre il 19% (rispetto al 6,2% del quadrimestre precedente) indica un tendenziale miglioramento. Il principale ostacolo alla crescita rimane la debolezza del mercato interno (38% del campione); il continuo aumento dei costi di produzione e', ancora una volta, il secondo ostacolo principale (19%).''I risultati dell'indagine congiunturale - afferma il Presidente di Asset Camera, Stefano Venditti - fotografano un sistema economico locale stremato da anni di dura crisi produttiva e occupazionale. Parimenti, si intravedono alcuni segnali positivi che ci inducono a pensare come la fase di discesa dell'attivita' economica possa aver raggiunto il suo punto piu' basso. I prossimi mesi saranno decisivi per agganciare una ripresa non piu' procrastinabile.

Per farlo serve un nuovo modello di sviluppo capace di valorizzare la nostra realta' territoriale e farla diventare leader nell'economia della conoscenza, della ricerca e dell'innovazione. Un percorso nel quale le Istituzioni sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale. Non e' un processo facile, ma e' l'unico per mantenere un alto livello di qualita' della vita e di benessere per noi e, soprattutto, per i nostri figli''. Bet/gc

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