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pubblicato il 30/dic/2013 12:49

Rom: nella capitale trattati come pacchi. Intervenga Strasburgo

Rom: nella capitale trattati come pacchi. Intervenga Strasburgo

(ASCA) - Roma, 30 dic - ''Veniamo trattati come 'pacchi', spostati da una parte all'altra della citta' senza essere interpellati e nel timore di essere dimenticati all'interno di un centro, segregati in spazi angusti e asfittici, con terribili condizioni igienico-sanitarie e dove ci e' proibito ricevere visite''.

E' questa la lamentela che alcune famiglie rom hanno inoltrato al Commissiario per i diritti umani Nils Muiznieks, in seguito al loro trasferimento dal 'villaggio attrezzato' della Cesarina al centro per soli rom di via Visso, a Roma.

Con la lettera a Strasburgo, i rom vogliono portare all'attenzione del Commissario, quella che definiscono la ''grave condotta da parte dell'Amministrazione di Roma'' nei loro confronti dopo che, il mese scorso, lo stesso Muiznieks aveva esortato Marino ad individuare ''soluzioni abitative ordinarie'' per i rom della Capitale.

''Contestiamo fortemente la totale assenza di consultazioni - si legge nella lettera - e il fatto che non si sia stata presa in considerazione nessuna alternativa rispetto all'unica opzione messa a disposizione dal Comune''.

Nelle intenzioni del Comune, il trasferimento sarebbe una misura temporanea in attesa del rifacimento del 'villaggio attrezzato' della Cesarina. ''Tuttavia'' - scrivono i rom, nessuna tempistica sulla permanenza nel centro ci e' stata comunicata dall'Amministrazione''. L'Assessore al sostegno sociale e sussidiarieta', Rita Cutini, aveva garantito al Commissario Muiznieks che ''la volonta' e i passi intrapresi dalla nostra amministrazione vanno nella direzione di una piena attuazione delle indicazioni contenute nella Stratega nazionale di Inclusione dei Rom''. Nella lettera scritta dai rom, pero', la situazione sembra essere un'altra. ''Invitiamo il Commissario Muiznieks - hanno concluso - a venire a visitarci nel nuovo centro per riscontrare di persona la condizione in cui siamo stati costretti dalle autorita' della citta' di Roma: spazi angusti e asfittici, proibizione di ricevere visite, condizioni igienico-sanitarie difficili, regolamenti vessatori''.

red/gc

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