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pubblicato il 05/dic/2013 16:00

Rifiuti: Rapporto, industria riciclo cresce nonostante crisi.+2% in 2012

Rifiuti: Rapporto, industria riciclo cresce nonostante crisi.+2% in 2012

(ASCA) - Roma, 5 dic - L'industria del riciclo rifiuti, nonostante l'impatto della crisi dei mercati internazionali e dei consumi, continua a crescere (nel 2012 +2% vs 2011 nel tasso di riciclo imballaggi) e a sostenere settori industriali (siderurgia, tessile, mobili, carta, vetro) strategici per il nostro Paese. Occorre pero' promuovere il riciclo dei rifiuti attraverso misure omogenee sull'intero territorio nazionale e ridurre significativamente l'attuale percentuale di smaltimento in discarica (43% dei rifiuti urbani), adeguando il quadro normativo a quanto previsto in sede europea (Direttiva quadro 98/2008/CE) con la reale applicazione della priorita' del riciclo di materia rispetto ad altre forme di gestione.

Sono queste le principali indicazioni emerse dalla presentazione dello studio annuale ''L'Italia del Riciclo'', il Rapporto promosso da FISE Unire (l'Associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, tenutasi stamane nel corso di un convegno a Roma presso la Sala Conferenze di Piazza Montecitorio. Nel 2012, nonostante la drastica riduzione dei consumi delle famiglie e della produzione industriale (-6,3%), il riciclo degli imballaggi ha registrato una crescita complessiva (+0,5% in termini assoluti e +2% vs 2011 nel rapporto riciclo/immesso a consumo) che attesta la capacita' di tenuta del settore, sia pur tra le mille difficolta' dell'attuale congiuntura: 7,546 milioni di tonnellate contro le 7,511 del 2011 e le 7,346 del 2010. L'incremento appare evidente in tutte le filiere con punte d'eccellenza nei comparti tradizionali, quali carta (84%), acciaio (75%) e vetro (71%) ed e' ancora piu' significativo in quanto in molti di questi comparti e' avvenuto a fronte di una decisa contrazione dell'immesso a consumo. Evidenziano un deciso sviluppo anche filiere del recupero diverse da quelle relative agli imballaggi, quali il tessile (+20% vs 2010 con 96.700 tonnellate di raccolta differenziata) e la frazione organica (4,5 milioni di tonnellate recuperate). Tra i risultati positivi spicca anche il primato europeo del nostro Paese per il reimpiego dei materiali ottenuti dalla demolizione dei veicoli a fine vita e il secondo posto per il loro riciclo.

Nonostante questi dati incoraggianti, l'Italia sconta ancora oggi un grave ritardo rispetto alle altre nazioni UE: il Belpaese conferisce in discarica circa il 43% dei rifiuti urbani, in diverse Regioni anche oltre l'80%, a fronte di altri Paesi europei (Austria, Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi e Svezia) che, dopo aver portato il riciclo a livelli molto elevati e destinato una quota significativa al recupero energetico, hanno superato il ricorso allo smaltimento in discarica.

Lo studio evidenzia come ancora molta strada resti da percorrere per la piena attuazione di una ''societa' del riciclo'' e come gli attuali pur buoni livelli e capacita' di riciclo abbiano margini di miglioramento, soprattutto in alcuni comparti quali il riciclaggio della gomma, dei rifiuti elettronici e degli inerti da costruzione e demolizione. Per raggiungere obiettivi piu' ambiziosi il settore necessita di regole chiare e applicabili e soprattutto di omogenee condizioni e tempi di rilascio delle autorizzazioni ambientali. Ha affermato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile: ''Anche il riciclo ha risentito della crisi che nel 2012 ha colpito, e continua anche quest'anno a colpire, il Paese: le imprese del riciclo piu' forti hanno reagito bene alla crisi, ma non poche di quelle piccole e meno robuste hanno chiuso. Ma questo Rapporto fa intravedere anche i potenziali di sviluppo del riciclo, in vari settori: potenziali che potrebbero contribuire alla ripresa economica del Paese se si riuscisse a superare le barriere (normative, gestionali, di mercato, nonche' relative alla disponibilita' del credito) che ostacolano lo sviluppo di quello che e' un settore strategico per una green economy''.

red/mpd

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