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pubblicato il 17/set/2013 11:08

Rifiuti: Eurispes, nel 2011 cresce raccolta di plastica (+2,4% su 2010)

(ASCA) - Roma, 17 set - Nel 2011, di tutta la plastica richiesta dal mercato nell'UE-27, e' stato intercettato una quantita' di rifiuti pari a 25,1 milioni di tonnellate, in aumento del 2,4% rispetto al 2010, piu' che doppio rispetto al tasso di crescita della domanda di plastiche vergini (+1,1). In discarica sono finite 10,2 milioni di tonnellate, mentre la quota residua e' stata destinata a recupero di materia o energetico, con un tasso pari al 59,1% di tutti i rifiuti raccolti ed al 31,7% dei materiali vergini immessi sul mercato. Questo il risultato di un'indagine condotta da Eurispes in collaborazione con il consorzio PoliEco dal titolo 'da rifiuti a risorse. Il futuro della gestione delle plastiche' e che verra' presentato in occasione della V edizione del Forum internazionale sull'economia dei rifiuti, che avra' luogo ad Ischia nei giorni 20 e 21 settembre.

Dall'analisi emerge che circa il 25% delle spedizioni di rifiuti inviate dall'Ue ai Paesi in via di sviluppo di Africa e Asia avvenga in violazione delle normative internazionali, ma allo stesso tempo, una ingente quantita' di beni contraffatti o diversamente pericolosi, arrivano in Europa proprio grazie alla esportazione illecita di una diffusa miniera di materiali che, adeguatamente riciclati, darebbero luogo ad un risparmio notevole ed ad un minor depauperamento di ambiente e risorse nell'ottica della sostenibilita' e di un approccio etico all'attivita' umana: sfatare il falso mito della plastica, e in particolare dei prodotti in polietilene, come un 'problema' e, al contrario, vedere questo prodotto come una risorsa, un bene da sfruttare che, correttamente riciclato, puo' generare una economia verde in grado di creare sviluppo e occupazione.

Per Eurispes, pero', va riformato il sistema della governance nella gestione dei rifiuti orientando - anche promuovendo forme di fiscalita' di vantaggio - le politiche ambientali pubbliche e private verso il riciclo di materia e l'acquisto di beni in plastica riciclata e - seguendo gli orientamenti della Ue - impegnandosi nel ridurre al massimo il ricorso alla termovalorizzazione.

E' questo l'obiettivo che, da sempre, si e' dato il PolieCo, da anni in prima linea nel controllo ed il monitoraggio dei flussi dei rifiuti dei beni a base di polietilene, favorendone la raccolta sul territorio nazionale ed il riciclo in ottemperanza alle norme che regolano la riduzione dei rifiuti avviati a discarica, oggi vietate in Europa per i rifiuti plastici, ed un parallelo minor consumo di questa materia prima, da sempre scarsa in Italia.

Una condizione che aveva portato il nostro Paese ad essere nei decenni passati leader nel settore del riciclo delle plastiche e della ricerca nella produzione di beni in plastica riciclata. Oggi, invece, il ricorso a forme di smaltimento diverse dal riciclo o dalla esportazione di rifiuti plastici fa si' che l'Italia oggi sia diventato un paese povero sia di materie prime sia di materiale riciclato ponendo a rischio tutte le politiche green adottate in questi anni.

Lo studio fotografa lo stato dell'arte della produzione di materie plastiche a livello mondiale (che mostra un incremento in 10 anni del 3,7%) ed europeo (+1,7%) e analizza le problematiche europee e nazionali legate al riciclo dei prodotti plastici, evidenziando, da un lato, una mappatura che vede i Paesi Ue come diversamente riciclatori, intermediari o rinunciatari (e l'Italia e' fra quest'ultimi), dall'altro, un aumento delle problematiche (anche di salute, oltre che economiche) legate all'importazione di beni prodotti con rigenerato di dubbia origine.

red/gc

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