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pubblicato il 19/feb/2014 17:30

Religioni: Sant' Egidio, patto comune contro violenza e per la pace

Religioni: Sant' Egidio, patto comune contro violenza e per la pace

(ASCA) - Roma, 19 feb 2014 - Un ''patto comune'' delle religioni, delle culture e della diplomazia per sradicare la violenza e costruire la pace nel mondo. E' l'appello su cui si sono ritrovati il presidente della Comunita' di Sant'Egidio Marco Impagliazzo e Jerry White, diplomatico del Dipartimento di Stato americano, leader riconosciuto della Campagna internazionale contro le mine antiuomo che ha ricevuto il Nobel per la pace del 1997, nel corso del convegno internazionale ''Le religioni e la violenza'' organizzato da Sant'Egidio, che ha visto la partecipazione di personalita' religiose, della politica, della diplomazia di Europa, Asia, Africa e Medio Oriente. ''Per raggiungere l'obiettivo della pace nel mondo post ideologico e globalizzato in cui viviamo - ha rilevato Impagliazzo - la diplomazia tradizione ha bisogno di nuovi strumenti che coinvolgano tutte le dimensioni della vita: la religione in primo luogo, poi la politica, la cultura, la lotta al sottosviluppo. L'intera societa' civile deve essere impegnata in uno sforzo di superamento di antiche diffidenze quando non di veri e propri conflitti che sono all'origine delle esplosioni di violenza e di terrorismo che hanno insanguinato il mondo all'inizio del terzo millennio''. Il convegno e' partito da una considerazione non ottimista: ''Negli ultimi anni la violenza religiosa e' aumentata in maniera sconvolgente'', ha detto il card. Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per l'Unita' dei cristiani, e cio' e' avvenuto perche' ''gli appartenenti a tutte le religioni, compresi i cristiani, vale a dire persone o gruppi che pretendono di agire in nome di una religione o del cristianesimo sono stati o sono fautori di violenza''. Dunque la religione insieme vittima e autrice di violenza; eppure ''la pace nel mondo non e' possibile senza pace tra le religioni''. La strage delle Torri Gemelle, all'inizio del XXI secolo, e' stata ricordata dal rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni come l'immagine di una ''violenza colorata di religiosita''', quasi che le religioni ''possano essere violente per principio''. Subito dopo, Abdelfattah Mourou, vicepresidente del movimento Ennahdha, vincitore delle elezioni in Tunisia e artefice della nuova Costituzione che e' uno dei frutti piu' maturi delle primavere arabe, ha invece sostenuto che la violenza, anche quella fra Stati, ''ha preceduto la religione'' e magari se ne e' servita; e dunque e' compito delle religioni recuperare la propria autonomia e contribuire alla costruzione della pace alimentando cultura, valori educazione. red-gc/

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