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pubblicato il 25/lug/2013 15:15

Province: Saitta replica al Corriere, disinformazione e dati non veri

Province: Saitta replica al Corriere, disinformazione e dati non veri

(ASCA)- Roma, 25 lug - ''La disinformazione intorno alle Province continua e purtroppo la determinazione a sostenere tesi anche con dati non veritieri e' tale che non ci viene nemmeno concessa la possibilita' di replicare per chiarire.

Come e' accaduto dopo l'articolo del Corriere della Sera che titolava 'La spesa delle Province tutta in affitti e stipendi', cui abbiamo provato a replicare chiarendo che per il 2012 le spese di tutte le Province per affitti e' stata pari a 174 milioni di euro, mentre quella per il personale e' pari a 2,148 milioni di euro, in totale le due voci insieme sono il 27% della spesa corrente e il 19% della spesa totale''. Lo dichiara, in una nota, il presidente dell'Unione province italiane (Upi), Antonio Saitta, sottolineando che questo ''e' solo l'ultimo dei tanti episodi di disinformazione rispetto alle Province, che si vuole a tutti i costi accreditare come il maggiore centro di spesa della pubblica amministrazione, cosi' da giustificare la furia abolizionista e da nascondere i veri intenti di una riforma che ha il solo scopo di distrarre i cittadini dalle vere riforme della politica e dello Stato che sarebbero necessarie''.

''Abbiamo inviato un intervento di rettifica spiegando, voce per voce, in cosa consistesse la spesa corrente che veniva indicata come spreco. Sia nell'analisi del Governo Monti che in quella del quotidiano - contesta Saitta - le cifre vengono lette senza che vi sia accanto la valutazione sulle funzioni cui queste somme sono destinate e in questo caso, come nella spending review, vale quello che ha chiaramente sottolineato il Tar nella sentenza che ha bocciato la spending review: quando si leggono i bilanci, non e' possibile considerare spreco i servizi ai cittadini''. ''Il quotidiano purtroppo - afferma il presidente Upi - non ha ritenuto doveroso rettificare, per questo abbiamo deciso di fare conoscere l'intervento che avevamo inviato pubblicandolo sui siti delle Province e diffondendolo in rete. Abbiamo piu' volte chiesto che, nella campagna per l'eliminazione delle Province, si supportassero le tesi abolizioniste tanto di moda con i dati reali e si smettesse di lanciare cifre falsate tanto per dare una parvenza di verita' alla propaganda. Lo ribadiamo anche questa volta, chiarendo, perche' forse era sfuggito: che siano dati veri'', conclude Saitta. com-stt/lus/rob

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