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pubblicato il 11/dic/2013 19:50

Proteste: Calvani, andremo a Roma e ci riprenderemo nostro Stato (1 Upd)

(ASCA) - Torino, 11 dic - ''Da tutta Italia andremo a Roma e ci riprenderemo il nostro Stato''. Danilo Calvani, coordinatore nazionale del movimento 9 dicembre, parla a Torino in Piazza Castello davanti alla gente dei forconi.

Sono in duemila almeno ad accoglierlo in una fredda serata che chiude un'altra giornata di passione in citta' con blocchi stradali a a macchia di leopardo che hanno messo a dura prova la pazienza degli automobilisti. ''Entro 48 ore al massimo - dice Calvani che sfoggia una sciarpa tricolore ed ha esordito sul palco cantando l'inno d'Italia - potremo dare la data''.

Calvani arriva da Genova con leggero ritardo rispetto alle 18,30 previste, prima di lui il popolo degli ambulanti, degli autotrasportatori, dei disoccupati, dei precari, degli ultra' da stadio, dei giovani e degli studenti che si sono uniti alla protesta dei cosiddetti forconi si era avvicendata al microfono sfogando rabbia nei confronti della politica, esasperazione per condizioni di vita in caduta verticale per effetto di tasse e tariffe varie. Cosa vogliamo'? - grida dal palco Calvani mettendosi subito sull'onda della piazza - cacciare via i parassiti . Se ne devono andare, hanno condannato le nostre famiglie senza processo''.

''Grazie Torino - dice Calvani - L'Italia vi ringrazia milioni di cittadini hanno cominciato ad assaporare il sapore della liberta' che parassiti e usurpatori ci stanno togliendo''. ''La nostra costituzione e' stata violentata - attacca Calvani - tradita e usurpata ''. Nel repertorio di Calvani si sente spesso la parola parassiti , usurpatori, riferita al ceto politico. ''Siamo qui a rappresentare il popolo italiano , senza bandiere politiche e senza sindacati , qui c'e' il popolo italiano - urla Calvani - e l'unica bandiera e' questa'', dice mostrando il tricolore.

''I nostri figli non hanno piu' futuro - prosegue - e una classe di parassiti e delegittimati sta ancora li': via via via''.

''Via, via, via'' gli fa eco la folla. Calvani attacca Equitalia per la cui ''colpa'', dice, ''molti italiani stanno morendo: assassini''. Tocca anche la fiducia al governo Letta: ''Oggi si sta per commettere, o si e' gia' commesso, l'ennesimo colpo di stato, la fiducia''. E naturalmente affronta il tema della violenza: ''Siamo gente civile - assicura Calvani -, siamo la culla della civilta' occidentale, il mondo ci sta guardando''.

''Ci sono stati problemi - ricorda dal palco - chiediamo scusa e ringraziamo le nostre forze dell'ordine'', ma la piazza su questo capitolo non lo segue compatta, ''buuu'', ''buuuu'' di disappunto si levano dai forconi. Calvani cerca di riprendere le redini della piazza: ''In questa citta' - sottolinea - e' successo un evento storico, per la prima volta le nostre forze dell'ordine si sono tolte il casco''. Alcuni gridano Italia, altri continuano a fischiare. Poi l'appello: ''Se fomentiamo violenza riceveremo violenza, comportiamoci bene, non possiamo andare a seminare violenza. Controlliamo la nostra rabbia, siamo meglio di questi assassini''.

eg/mau

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