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pubblicato il 08/mag/2014 12:00

Procuratore De Raho: colpisce persona a vertici Stato agisca così

Che si curi di un condannato per associazione mafiosa e latitante

Procuratore De Raho: colpisce persona a vertici Stato agisca così

Roma, 8 mag. (askanews) - "L'aspetto che colpisce tutti noi nell'ambito di questa indagine è come una persona che abbia ricoperto all'interno dello Stato posizioni di vertice e di responsabilità così significative possa curarsi di un'altra persona condannata per associazione mafiosa a 5 anni di carcere e che si è resa latitante per sottrarsi alla pena". Lo ha detto Federico Cafiero De Raho, procuratore capo di Reggio Calabria, durante la conferenza stampa della Dia dopo l'operazione eseguita questa mattina e che ha portato, tra l'altro, all'arresto dell'ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, accusato di avere favorito la latitanza dell'ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena. "Il fatto - ha aggiunto De Raho - desta grande impressione proprio per le persone che sono coinvolte: il loro modo di agire mostra che quel tipo di condanna (associazione a delinquere di stampo mafioso, ndr.) quasi non significa nulla per coloro che gli sono a fianco e che lo sostengono. Soprattutto in questo territorio, quello calabrese, parliamo di una confusione che esiste tra bene e male, bianco e nero, e questo è uno degli aspetti che più rendono difficile la collaborazione tra i cittadini e lo Stato. I cittadini non sono convinti di quale sia il loro interlocutore e non hanno fiducia nelle istituzioni. Questa è una delle situazioni - ha detto De Rago - in cui si dovrebbe iniziare a pensare diversamente, muovendoci tutti in modo che sempre vengano rispettate legge e demorazia, quei canoni etici che dovrebbero permeare la condotta di tutti". "Si tratta - ha quindi concluso il procuratore capo di Reggio Calabria - di una ordinanza di custodia importante per i soggetti coinvolti e i fatti contestati, ma che deve costituire ulterire momento di riflessione perché la legge è uguale per tutti e noi abbiamo il precetto dell'obbligatorietà dell'azione penale. Non esistono categorie di intoccabili. Tutti sono uguali davanti alla legge".

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