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pubblicato il 19/apr/2013 15:25

Procreazione: 55% coppie infertili non conosce norme e limiti legge PMA

Procreazione: 55% coppie infertili non conosce norme e limiti legge PMA

(ASCA) - Roma, 19 apr - Procreazione medicalmente assistita questa sconosciuta. Lo rivela un'indagine condotta, su input dell'Associazione Fertilita' Onlus, e presentata nel corso dell'evento scientifico di aggiornamento per i medici ''Gestione della coppia infertile e uso delle innovazioni'', organizzato Claudio Manna, Direttore Scientifico del Centro GENESIS di Roma e ricercatore presso l'Universita' Tor Vergata di Roma su 100 coppie afferite ai centri. ''Oltre la meta' del campione (55%) - riferisce Manna - non e' a conoscenza che in Italia, dal 2009, non vige piu' la norma che fissava il limite di un unico e contemporaneo impianto per un massimo di 3 embrioni''.

In positiva controtendenza con il dato precedente, pero', la consapevolezza di poter crioconservare gli embrioni in Italia: il 76% delle coppie intervistate e' a conoscenza di questa opportunita'. I dati rilevati, inoltre, confermano l'importanza del rapporto medico-paziente: il 65% delle coppie dichiara che la sensazione di essere ascoltati dai ginecologi e dagli andrologi consultati conta ''moltissimo', mentre il 20% la considera ''molto' importante e solo per il 3% del campione ''non e' fondamentale'. Un buon rapporto medico-paziente, infatti, puo' aiutare le coppie alle prese con il difficile percorso di lotta all'infertilita', fonte di stress e di momenti difficili; l'isterosalpingografia per la valutazione della pervieta' delle tube e' considerata la fase peggiore dal 24% delle coppie, il monitoraggio ecografico dal 22% e le analisi preliminari dal 15%. Le coppie gia' sottoposte a trattamenti di PMA, invece, avvertono come maggiormente faticosi l'attesa dei risultati del test di gravidanza (35%) e il prelievo ovocitario (28%). Allarmante il fatto che nel 46% dei casi le coppie dichiarano di scoprire autonomamente la figura e il ruolo dell'andrologo; un buon contributo arriva dal ginecologo, che ha consigliato al 24% dei pazienti di rivolgersi a questo specialista. Il 19% degli intervistati, infine, ha molto timore che i farmaci utilizzati nel trattamento per l'infertilita' possano causare tumori; il 36% teme ''abbastanza' l'eventualita'.

Un'ulteriore informazione di grande importanza per chi si rivolge alla PMA arriva dalla ricerca: le cure previste nell'ambito dei trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita e necessarie per stimolare l'ovulazione non aumentano il rischio di cancro; la conferma e' contenuta in un recente studio pubblicato su Gynecol Endocrinol i cui dati sono particolarmente significativi perche' il periodo di osservazione nelle donne si e' protratto per ben 30 anni dopo il termine delle terapie. Una notizia positiva, che giunge dopo i risultati di un altro lavoro pubblicato nel dicembre 2012 su Fertility e Sterility che ha dimostrato come sia possibile preservare in totale sicurezza la fertilita' nelle pazienti con tumore alla mammella grazie all'impiego di particolari protocolli di stimolazione ovarica, usati in associazione a terapie antitumorali.

red/mpd

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