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pubblicato il 15/ott/2013 18:23

Priebke: lefebvriani accolgono salma ex capitano SS. Ecco chi sono

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 15 ott - La Fraternita' sacerdotale San Pio X, che oggi ha accettato di celebrare i funerali di Erich Priebke nella cappella del Sacro Cuore di Gesu' ad Albano Laziale diversamente dal Vicariato di Roma, nasce il 1* novembre 1970 a Friburgo per inizitiva del vescovo Marcel Lefebvre con l'approvazione dell'allora vescovo di Losanna, Ginevra e Friburgo, con un seminario a Econe in Svizzera. Il movimento dei cosiddetti lefebvriani nasce con connotati di ultra-destra cattolica in contrasto con i risultati del Concilio Vaticano II e con le sue aperture al mondo e alle altre confessioni cristiane e alle altre religioni. ''Dal Concilio Vaticano II - spiegano la loro filosofia gli appartenenti alla Fraternita' lefebvriana - nuove dottrine, contrarie al Magistero della Chiesa, sono state propagate e hanno prodotto la gravissima crisi della Chiesa che stiamo vivendo oggi''.

Tra le tesi contestate al Concilio Vaticano II ci sono, infatti, ''la liberta' religiosa professata dal decreto 'Dignitatis Humanae', che concede un diritto positivo all'errore quando invece puo' essere unicamente, in certi casi, tollerato. L'ecumenismo, che si fonda sul principio che tutte le religioni posso condurre alla salvezza. La nuova ecclesiologia, che non identifica piu' la Chiesa con il Corpo mistico di Gesu' Cristo, ma l'estende a tutta l'umanita', che si troverebbe cosi' salvata senza saperlo. La collegialita' episcopale poiche' pone due autorita' supreme nella Chiesa: il Papa ed il collegio dei Vescovi, opponendosi cosi' alla sua divina costituzione fondata su Pietro''.

Fra Roma ed Econe, i toni cominciarono ad inasprirsi negli anni settanta, quando l'arcivescovo Lefebvre decise di ordinare dei preti formati esclusivamente nel seminario di Econe senza l'accordo con l'autorita' diocesana.

Dal 1987, la Santa Sede ha cercato di intraprendere tentativi di conciliazione, culminati nel maggio 1988 in un'intesa che implicava comunque per Lefebvre il divieto di consacrare nuovi vescovi. La rottura totale maturo' negli ultimi giorni di maggio, dopo l'opposizione del papa a nuove concessioni richieste da Econe. Nel giugno dello stesso anno, Lefebvre decise di violare il divieto ricevuto consacrando quattro vescovi ad Econe: Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, con la conseguente scomunica ufficiale del Vaticano fino alla revoca nel 2009.

La comunita' e' stata spesso in passato accusata di antisemitismo e negazionismo della Shoah. Fra il gennaio e il febbraio 2009, a seguito della remissione della scomunica ai quattro vescovi della Fraternita' ordinati senza mandato pontificio da Marcel Lefebvre, scoppia una polemica internazionale incentrata sulla tempistica della remissione principalmente a causa proprio della posizione negazionista della Shoah assunta dal vescovo Richard Williamson in un'intervista rilasciata il 1* novembre 2008 e trasmessa dalla televisione di Stato svedese 'SVT' il 21 gennaio 2009, stesso giorno del ritiro della scomunica.

Il 2 luglio 2009 Benedetto XVI torna ancora sulla questione della posizione canonica della Fraternita', con il Motu proprio 'Ecclesiae unitatem': dopo aver ricostruito il processo di parziale riavvicinamento, il pontefice sostiene che ''le questioni dottrinali, ovviamente, rimangono e, finche' non saranno chiarite, la Fraternita' non ha uno statuto canonico nella Chiesa e i suoi ministri non possono esercitare in modo legittimo alcun ministero''.

Nel novembre 2012 monsignor Augustine di Noia, segretario di 'Ecclesia Dei', ha inviato una lettera a monsignor Fellay, successore di Marcel Lefebvre alla guida della Fraternita' San Pio X in cui rivolgeva un appello affinche' la Fraternita' si riconciliasse con il papa.

Entro il 22 febbraio 2013 i lefebvriani avrebbero dovuto dare una risposta a Roma ed esprimersi sull'accettazione o meno della bozza di accordo presentata loro l'8 gennaio. La rinuncia di Benedetto XVI al ministero petrino l'11 febbraio ha pero' fatto cadere la scadenza per la risposta. Le recenti dichiarazioni e omelie di monsignor Fellay sembrano smentire la possibilita' di un accordo e la conseguente ricomposizione dello scisma. La diversa visione della Chiesa tra lefebvriani e Vaticano puo' spiegare in parte l'apertura alle esequie dell'ex capitano delle SS.

dab/gc

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