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pubblicato il 05/dic/2013 13:29

Prato: Gdf, soldi in cambio di residenze 'facili' a cittadini cinesi

Prato: Gdf, soldi in cambio di residenze 'facili' a cittadini cinesi

(ASCA) - Prato, 5 dic - Soldi in cambio dell'iscrizione come residenti all'anagrafe di Prato. E' l'ipotesi alla base di una operazione della Procura della citta' toscana, che ha disposto oggi 350 perquisizioni, eseguite dalla Guardia di Finanza. L'operazione ha portato all'esecuzione di 11 misure cautelari, una delle quali a carico di una funzionaria dell'Anagrafe.

Secondo gli inquirenti, una associazione a delinquere, composta da italiani e cinesi, attraverso la complicita' di una funzionaria di Stato Civile addetta alle certificazioni di residenza, avrebbe portato a rilasciare illecitamente iscrizioni all'Anagrafe Comunale di cittadini stranieri di etnia cinese i quali corrispondevano denaro ed altre utilita' in cambio dei ''favori''.

L'indagine e' partita da un controllo interno di un dirigente comunale, responsabile dell'Ufficio Anagrafe, il quale ha denunciato i comportamenti 'anomali' di una dipendente addetta allo sportello.

Dall'indagine, si legge in una nota della Guardia di Finanza, e' emerso che cinesi neo-arrivati sul territorio dello Stato (nel corso dell'indagine ne sono stati individuati circa 300) si rivolgevano a 7 connazionali, intermediari-collettori, fornendo loro passaporti e permessi di soggiorno e pagando tangenti da 600 a 1.500 euro, necessari per procedere all'iscrizione all'Anagrafe comunale di Prato.

I 7 cinesi canalizzavano le richieste alla promotrice-capo dell'associazione, una ex dipendente comunale la quale, aiutata dai figli, avrebbe incaricato, secondo le Fiamme Gialle, l'Ufficiale dell'Anagrafe del Comune, di accettare le domande cosi' come presentate: ''la dipendente comunale evitava sia di attivare la Polizia Municipale, per i controlli sulla effettivita' della dimora, sia di far firmare, in tempo reale, le dichiarazioni di residenza presentate, vista l'assenza dei richiedenti all'atto dell'iscrizione, utilizzando indirizzi di comodo (anche 10 persone per ogni recapito ufficiale) e rilasciando certificazioni e carte di identita' ai cinesi neo-pratesi''.

Con questo sistema, in circa 8 mesi, l'organizzazione avrebbe realizzato guadagni illeciti stimati tra i 180 mila e i 450mila euro.

afe/sam/

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