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pubblicato il 11/nov/2014 13:52

Pisapia: Tangenti Expo? Mafia ci ha provato, è stata sconfitta

E cita Falcone "là dove ci sono i soldi, arriva la mafia"

Pisapia: Tangenti Expo? Mafia ci ha provato, è stata sconfitta

Mosca, 11 nov. (askanews) - La mafia "ci ha provato", come ci prova sempre, ma "ne è uscita sconfitta proprio nel suo tentativo di inserirsi". Così il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, da Mosca - dove si trova anche per parlare di Expo 2015 e della partecipazione russa all'esposizione - commenta alla stampa italiana le inchieste e tutte le vicende, finite in cronaca giudiziaria, che hanno riguardato la fiera universale organizzata sotto la Madonnina. Dall'arresto di Primo Greganti all'esito all'allarme lanciato dal Comitato antimafia presieduto da Nando dalla Chiesa, che aveva parlato di segni di presenza mafiosa.

Ma da Palazzo Marino la posizione è netta e decisa. Pisapia cita Falcone "là dove ci sono i soldi, arriva la mafia". E incalza: "Io sarei stato molto più preoccupato se non ci fossero state indagini e arresti, perchè avrebbe significato, visto che i tentativi erano previsti da tutti, che non c'erano risultati. Quanto alle tangenti, troppo spesso vedo i titoli dei media, "Tangenti Expo". Poi leggo le ordinanze di custodia cautelare, riguardano tutt'altro. Il problema è vedere con più precisone. Su Expo c'è stato un arresto, ossia una mela marcia, che si è fatta invschiare. Una persona che aveva, sulla base di quanto emerso dalle indagini, lavorato benissimo fino al novembre 2013, poi si è fatta impigliare da quella che viene considerata "la cupola"".

Il sindaco sottolinea inoltre che "immediatamente sono partite le indagini e si è arrivati sette mesi dopo all'arresto, solo perchè le indagini devono determinare l'acquisizione di verifiche e conferme e riscontri, e poi c'è il passaggio dalla procura al Gip e un Gip serio legge gli atti, prima di emettere un provvedimento restrittivo".

Pisapia parlava a margine di un briefing organizzato presso l'ambasciata d'Italia a Mosca, prima di incontrare l'omologo moscovita Sergey Sobianin con il quale deve firmare un protocollo di intesa e collaborazione.

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