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pubblicato il 19/feb/2013 12:00

Piemonte/ Assessore regionale Leghista indagato per corruzione

Lega in subbuglio a pochi giorni da voto, Pd: Si torni al voto

Piemonte/ Assessore regionale Leghista indagato per corruzione

Torino, 19 feb. (askanews) - A pochi giorni dal voto un nuovo scandalo, dopo quello dei rimborsi elettorali, piomba sulla politica piemontese. La procura di Novara ha infatti indagato una decina di persone per corruzione e altri reati. Tra gli indagati figurano l'Assessore regionale allo sviluppo economico leghista,Massimo Giordano, Giuseppe Cortese, ex capo della segreteria politica del governatore piemontese Roberto Cota e membro della cabina di regia per l'Expo 2015, Isabella Aroldi, portavoce dell'assessore e moglie di Cortese. Coordinata dal procuratore di Novara, Francesco Saluzzo, condotta dai Pm Olimpia Bossi e Nicola Serianni, l'inchiesta fa riferimento a varie vicende legate a progetti per l'innovazione finanziati dalla regione Piemonte, secondo quanto filtra dalla procura novarese. In questo contesto sono scattate questa mattina le perquisizioni nell'abitazione di Giordano a Novara, dove fu sindaco fino al 2010, e nei suoi uffici a Torino in Regione. Immediata la presa di posizione di Giordano, che in mattinata ha rassegnato le dimissioni, subito respinte da Cota, che gli ha confermato la sua fiducia. "Sono sereno, non ho nulla da nascondere, ma non ci sono le condizioni per continuare" ha detto Giordano stamane, rimettendo le deleghe. Gli unici a fare quadrato attorno all'assessore sono i leghisti. Il Capogruppo piemontese del Carroccio in Regione ha sollevato "qualche perplessità sulla tempistica degli avvenimenti", convinto che Giordano "potrà chiarire in modo preciso e puntuale ogni addebito". Cautela in ambienti del Pdl. Il capogruppo in Regione Pedrale fa sapere in maniera concisa: "Fermo restando che noi siamo per la trasparenza e il buon governo, ribadiamo la fiducia nell'operato della magistatura e attendiamo fiduciosi l'esito dell'inchiesta". Dal Pd piemontese arriva la richiesta di comunicazioni urgenti da parte di Cota, martedì prossimo in consiglio regionale. La vicenda di Giordano "conferma che la giunta Cota e' arrivata al capolinea" hanno commentato il segretario regionale Pd Gianfranco Morgando e il capogruppo in consiglio regionale Aldo Reschigna, evocando paralleli con la vicina Lombardia. "Cota ormai e' avviato sulla strada di Formigoni, eviti al Piemonte la stessa agonia, si dimetta e si torni al voto" hanno concluso gli esponenti del Pd.

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