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pubblicato il 09/ott/2013 20:00

Pena di morte: Amnesty, nessuna prova che riduca criminalita'

(embargo ore 2,01 gmt). (ASCA) - Roma, 9 ott - ''I politici devono cessare di rincorrere l'applauso del pubblico e mostrare, invece, leadership sui temi della sicurezza. Non vi e' alcuna prova convincente sul fatto che la pena di morte abbia un effetto deterrente speciale. Occorre piuttosto concentrarsi nella ricerca di rimedi efficaci per affrontare la criminalita'''.

Questo quanto dichiarato da Audrey Gaughran, direttrice dei 'Temi globali' di Amnesty International nella Giornata mondiale contro la pena di morte nella quale l'organizzazione internazionale ha anche reso noto il suo rapporto annuale dal titolo: ''Non ci rendera' piu' sicuri'', nel quale si sottolinea l'assenza di prove a sostegno della tesi secondo la quale la pena di morte ridurrebbe i crimini piu' gravi.

Secondo quanto riportato da Amnesty, una minoranza di paesi ha ripreso o ha in programma di riprendere le esecuzioni, spesso come reazione impulsiva all'aumento dei reati o a omicidi particolarmente efferati: dal 2012, infatti, le esecuzioni sono riprese in Gambia, India, Indonesia, Kuwait, Nigeria, Pakistan e Vietnam. Cio' nonostante, i paesi che ricorrono alla pena di morte restano assai pochi a fronte dei 140 paesi che l'hanno abolita per legge o nella prassi. Il documento spiega che non vi sono prove convincenti che la ripresa delle esecuzioni abbia avuto un impatto nel contrasto alla criminalita', riportando l'esempio dell'India che negli ultimi 10 anni ha visto ridursi gli omicidi del 23% mentre dal 2004 al 2011 si sono arrestate completamente le esecuzioni capitali. Altro caso, quello del Canada, in cui il numero degli omicidi e' diminuito dopo il 1976, anno dell'abolizione della pena di morte. Anche un recente studio condotto a Trinidad e Tobago ha portato alle stesse conclusioni vista l'assenza di correlazioni tra esecuzioni, condanne al carcere e criminalita'. ''Prendere posizione a favore della pena di morte distrae l'attenzione dalle soluzioni a lungo termine che affrontano efficacemente i problemi del sistema penale'', ha commentato Gaughran, secondo cui ''le vittime del crimine meritano giustizia, ma la pena di morte non e' la risposta. Riprendere le esecuzioni per mostrarsi duri verso il crimine assoggetta la vita delle persone all'opportunismo politico''.

red/gc

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