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pubblicato il 15/mag/2011 10:02

Pedofilia/ Il parroco arrestato per sesso e coca in isolamento

Bagnasco ha sospeso il prete genovese:Chiesa è incredula e ferita

Pedofilia/ Il parroco arrestato  per sesso e coca in isolamento

Genova, 15 mag. (askanews) - Don Riccardo Seppia, il parroco del quartiere genovese di Sestri Ponente arrestato dai carabinieri del Nas di Milano con l'accusa di violenza sessuale su minore e spaccio di sostanze stupefacenti, avrebbe abusato per sei mesi di un chierichetto di 15 anni e regalato cocaina in cambio di sesso ad altri quattro ragazzi della zona, appena maggiorenni. Secondo quanto riportato dal quotidiano genovese Il Secolo XIX, il sacerdote 51enne, che è stato rinchiuso in isolamento nel carcere di Marassi venerdì sera ma la notizia è trapelata solo ieri, sarebbe stato incastrato dalle intercettazioni telefoniche effettuate dai militari nell'ambito di un'indagine su un traffico di cocaina a Milano. Don Riccardo Seppia, che da 15 anni era parroco della chiesa di Santo Spirito nel popolare quartiere di Sestri Ponente, dove era nato e cresciuto, si sarebbe infatti recato nel capoluogo lombardo per comprare droga da utilizzare in locali per omosessuali o da offrire a ragazzi in cambio di prestazioni sessuali. E proprio dalle telefonate intercettate dagli inquirenti sarebbe emerso il rapporto morboso che il sacerdote aveva instaurato con un chierichetto di 15 anni, che frequentava assiduamente l'appartamento di Don Seppia, che si trova nello stesso edificio della parrocchia. Secondo l'ordinanza di arresto emessa dalla Procura di Milano, il prete 51enne avrebbe cominciato ad abusare del ragazzino, che sarebbe anche affetto da un leggero ritardo mentale, nell'estate del 2010. Nell'inchiesta sarebbe coinvolto anche un 30enne della zona, accusato di favoreggiamento per aver raccolto le confidenze del parroco senza denunciare nulla. Il presidente della Cei e arcivescovo di Genova, cardinale Angelo Bagnasco, ha reagito duramente alla notizia, sospendendo immediatamente il sacerdote da ogni ministero pastorale e atto sacramentale ed esprimendo "sgomento e dolore per la gravità dell'accaduto" durante una messa celebrata ieri pomeriggio proprio nella parrocchia di Santo Spirito, dopo aver cancellato gli impegni fissati in precedenza. "Non è solo questa comunità ad essere ferita -ha detto Bagnasco davanti ai parrocchiani increduli- ma l'intera Chiesa di Genova. Mentre rinnoviamo la piena fiducia nella giustizia e nel suo compito di appurare la verità certa delle cose, sono venuto a condividere lo sgomento e il dolore del cuore -ha spiegato il cardinale durante l'omelia- insieme alla vergogna e alla totale disapprovazione se le gravi accuse risultassero confermate. Così pure -ha aggiunto- vengo per esprimere la completa vicinanza a quanti, eventualmente, fossero stati colpiti e offesi da comportamenti indegni, perseguibili e ingiustificabili per chiunque ma tanto più per un sacerdote. Il provvedimento canonico preso a carico di don Riccardo è necessario -ha sottolineato l'arcivescovo di Genova- seppure in modo cautelativo, in attesa dell'accertamento delle cose".

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