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pubblicato il 25/set/2013 11:08

Papa: Ruini, elezione Francesco ha spazzato nubi che oscuravano Chiesa

(ASCA) - Milano, 25 set - L'elezione di Papa Francesco ha ''spazzato via molte nubi che oscuravano il volto della Chiesa di fronte ai non credenti e anche ai credenti''. Lo afferma il cardinale Camillo Ruini in un intervista rilasciata al settimanale Tempi (in edicola da domani, giovedi' 26 settembre, e anticipata sul sito www.tempi.it).

ll porporato emiliano, alla guida per sedici anni della Conferenza episcopale italiana (1991-2007), attualmente presidente del comitato scientifico della Fondazione Joseph Ratzinger, ammonisce chi fraintende il magistero di Bergoglio leggendovi erroneamente l'intento di un disimpegno di fronte alle sfide del mondo: in Italia e in Europa non si sono affatto esauriti ''il bisogno e l'urgenza di una fattiva collaborazione tra tutti coloro, credenti o non credenti, che non sono disposti a rinunciare all'umanesimo''.

Poi, a proposito della 'sorpresa' Papa Francesco: ''Vedo una straordinaria capacita' di dire il Vangelo con le parole e le immagini della gente comune. Vedo quindi le premesse per dare nuovo vigore, anche nella nostra vecchia Europa, a una Chiesa di popolo''.

Nel colloquio col direttore del settimanale, Luigi Amicone, il cardinale risponde indirettamente anche a chi attribuisce al Santo Padre una presunta volonta' di 'disimpegnare' la Chiesa dalla sua battaglia antropologica, culturale, civile e sociale.

Per il cattolico - rimprovera Ruini - ritirarsi dal mondo ''non va affatto bene. Dobbiamo ritrovare, o anche trovare per la prima volta, la capacita' di tradurre la nostra fede in giudizi concreti sulle realta' che stiamo vivendo e, sulla base di questi giudizi, fare un comune lavoro di discernimento, che ci mostrera' come una convergenza effettiva e operativa sulle grandi tematiche sociali e antropologiche sia oggi estremamente necessaria''. Di piu': secondo Ruini si tratta di una necessita' che oggi e' perfino ''piu' chiara che dieci anni fa''. Non solo perche' la civilta' ha piu' che mai bisogno di ''un progetto culturale basato su un'antropologia non riduttiva, che non riduca cioe' l'uomo a un pezzo della natura ma riconosca invece la sua diversita' e superiorita'''. Ma anche per i credenti stessi, spiega Ruini, ''il legame tra Cristo e l'uomo conserva tutta la sua forza e richiede di essere non solo affermato a parole ma tradotto in pratica, a tutti i livelli''.

Alle colonne di Tempi, infine, il cardinale consegna anche un ricordo di don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione, del quale e' stato anche amico, oltre che estimatore: ''La Vita di Don Giussani scritta da Savorana - dice Ruini - mostra quanto questo cristiano e questo prete abbia sentito nella sua carne i problemi dell'uomo del nostro tempo e abbia trovato in Gesu' Cristo la chiave per rispondervi''.

fcz/gc

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