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pubblicato il 13/ago/2013 13:59

Papa: riceve Italia e Argentina, pregate per 'mia' partita onesta

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 13 ago - ''Vi chiedo di pregare per me, perche' anch'io, nel 'campo' in cui Dio mi ha posto, possa giocare una partita onesta e coraggiosa per il bene di tutti noi''. Cosi' papa Francesco ha salutato al termine dell'udienza in Vaticano le delegazioni delle squadre nazionali di calcio di Italia e Argentina.

Francesco ha ricevuto nella sala Clementina oltre 200 persone rappresentanti delle due squadre nazionali che si affronteranno domani sera all'Olimpico di Roma in un'amichevole in omaggio proprio del pontefice.

''Sara' difficile per me fare il tifo ma per fortuna e' un'amichevole e sia veramente cosi'. Mi raccomando'', ha subito messo in chiaro il papa rivolgendo poi un monito ai calciatori: ''Prima di essere campioni, siete uomini, persone umane, con i vostri pregi e i vostri difetti, con il vostro cuore e le vostre idee, le vostre aspirazioni e i vostri problemi. E allora, anche se siete dei personaggi, rimanete sempre uomini, nello sport e nella vita. Uomini, portatori di umanita'''.

Il pontefice ha inoltre ribadito con forza la ''responsabilita' sociale'' dei calciatori: ''Voi cari giocatori siete molto popolari, la gente vi segue molto non solo quando siete in campo ma anche fuori''.

Francesco ha poi delineato le linee guida che un uomo di sport deve sempre seguire dentro e fuori dal campo. ''Uno sportivo, pur essendo professionista, quando coltiva questa dimensione di 'dilettante', fa bene alla societa', costruisce il bene comune a partire dai valori della gratuita', del cameratismo, della bellezza''. ''Nel gioco, quando siete in campo'', ha proseguito Francesco, ''si trovano la bellezza, la gratuita' e il cameratismo. Se a una partita manca questo perde forza, anche se la squadra vince. Non c'e' posto per l'individualismo, ma tutto e' coordinazione per la squadra. Forse queste tre cose: bellezza, gratuita', cameratismo si trovano riassunte in un termine sportivo che non si deve mai abbandonare: 'dilettante', amateur''. Il papa ha indirizzato alcune parole anche ai dirigenti che hanno il compito di preservare il mondo dello sport: ''Lo sport e' importante, ma deve essere vero sport. Il calcio, come alcune altre discipline, e' diventato una grande business. Lavorate perche' non perda il carattere sportivo.

Anche voi promuovete questa atteggiamento di 'dilettanti' - ha aggiunto il papa - che, d'altra parte, elimina definitivamente il pericolo della discriminazione.

Quando le squadre vanno per strada, lo stadio si arricchisce umanamente, sparisce la violenza, e' un problema che tutti abbiamo, e tornano a vedersi le famiglie sugli spalti''.

dab/cam

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