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pubblicato il 03/lug/2013 11:45

Papa: per conoscere Cristo occorre toccare sue piaghe attraverso poveri

Papa: per conoscere Cristo occorre toccare sue piaghe attraverso poveri

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 3 lug - Per conoscere davvero il Cristo risorto occorre ''toccare e curare le sue piaghe'' che per il cristiano di oggi significa non tanto perdersi nelle meditazioni o nei sacrifici ma stare accanto ai poveri, ai carcerati, a quanti sono nelle difficolta'. A ricordarlo e' stato papa Francesco nell'omelia della messa celebrata stamane a Santa Marta presenti, riferisce la Radio Vaticana, sacerdoti e collaboratori del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso guidati dal card. Jean-Louis Tauran, presidente del dicastero.

Commentando il brano del Vangelo proposto oggi dalla liturgia che ricorda la figura di San Tommaso, l'incredulo apostolo che chiede di mettere il dito nelle piaghe del Cristo crocifisso e risorto, il papa ha sottolineato che Gesu', dopo la Resurrezione, appare agli apostoli, ma Tommaso non c'e': ''Ha voluto che aspettasse una settimana. - ha spiegato - Il Signore sa perche' fa le cose. E a ciascuno di noi da' il tempo che lui crede che sia meglio per noi. A Tommaso ha concesso una settimana''. Bergoglio ha poi aggiunto che malgrado il corpo del Risorto risultasse ''pulito, bellissimo, pieno di luce, le piaghe c'erano e ci sono ancora''. Tommaso, e' proseguita la sua riflessione, ''era un testardo. Ma, il Signore ha voluto proprio un testardo per farci capire una cosa piu' grande. Tommaso ha visto il Signore, e' stato invitato a mettere il suo dito nella piaga dei chiodi; mettere la mano sul fianco e non ha detto: ''E' vero: il Signore e' risorto!'. No! E' andato piu' oltre. Ha detto: ''Dio!'. Il primo dei discepoli che fa la confessione della divinita' di Cristo, dopo la Resurrezione. E ha adorato''.

''E cosi' - prosegue il Papa - si capisce qual era l'intenzione del Signore nel farlo aspettare: prendere anche la sua incredulita' per portarla non all'affermazione della Resurrezione, ma all'affermazione della sua divinita'''. Il ''cammino per l'incontro con Gesu'-Dio - ha sottolineato - sono le sue piaghe. Non ce n'e' un altro'': ''Nella storia della Chiesa ci sono stati alcuni sbagli nel cammino verso Dio. Alcuni hanno creduto che il Dio vivente, il Dio dei cristiani noi possiamo trovarlo per il cammino della meditazione, e andare piu' alto nella meditazione. Quello e' pericoloso. Quanti si perdono in quel cammino e non arrivano.

Arrivano si', forse, alla conoscenza di Dio, ma non di Gesu' Cristo, Figlio di Dio, seconda Persona della Trinita'. A quello non ci arrivano. E' il cammino degli gnostici. - ha spigato ancora il papa - Sono buoni, lavorano, ma non e' il cammino giusto. E' molto complicato e non ti porta a un buon porto''.

''Altri - ha spiegato il Papa - hanno pensato che per arrivare a Dio dobbiamo essere noi mortificati, austeri, e hanno scelto la strada della penitenza: soltanto la penitenza, il digiuno. E neppure questi sono arrivati al Dio vivo, a Gesu' Cristo Dio vivo. Sono i pelagiani, che credono che con il loro sforzo possono arrivare''. Ma Gesu' ci dice che il cammino per incontrarlo e' quello di trovare le sue piaghe: ''E le piaghe di Gesu' tu le trovi facendo le opere di misericordia, dando al corpo e anche all'anima, ma al corpo, sottolineo, del tuo fratello piagato, perche' ha fame, perche' ha sete, perche' e' nudo, perche' e' umiliato, perche' e' schiavo, perche' e' in carcere, perche' e' in ospedale. Quelle sono le piaghe di Gesu' oggi. E Gesu' ci chiede di fare un atto di fede, a Lui, ma tramite queste piaghe''. ''Ah, benissimo! Facciamo una fondazione per aiutare tutti quelli e facciamo tante cose buone per aiutarli'. Quello e' importante, ma se noi rimaniamo su questo piano, saremo soltanto filantropici.

Dobbiamo toccare le piaghe di Gesu', dobbiamo carezzare le piaghe di Gesu', dobbiamo curare le piaghe di Gesu' con tenerezza, dobbiamo baciare le piaghe di Gesu', e questo letteralmente. Pensiamo, cosa e' successo a San Francesco, quando ha abbracciato il lebbroso? Lo stesso che a Tommaso: la sua vita e' cambiata!''.

Per toccare il Dio vivo, ha concluso il Papa, non serve ''fare un corso di aggiornamento'' ma entrare nelle piaghe di Gesu' e per questo ''e' sufficiente uscire per la strada''. gc/

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