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pubblicato il 11/dic/2013 11:03

Papa: nel momento del giudizio non saremo lasciati soli, niente paura

Papa: nel momento del giudizio non saremo lasciati soli, niente paura

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 11 dic - Un motivo di fiducia viene offerto dalla constatazione che, ''nel momento del giudizio, non saremo lasciati soli''. Lo ha detto papa Francesco nella catechesi dell'udienza generale in piazza San Pietro.

''E' Gesu' stesso, nel Vangelo di Matteo, - ha aggiunto il papa - a preannunciare come, alla fine dei tempi, coloro che lo avranno seguito prenderanno posto nella sua gloria, per giudicare insieme a lui''.

''Quando pensiamo al ritorno di Cristo e al suo giudizio finale, che manifestera', fino alle sue ultime conseguenze, il bene che ognuno avra' compiuto o avra' omesso di compiere durante la sua vita terrena'', ha sottolineato il papa, ''percepiamo di trovarci di fronte a un mistero che ci sovrasta, che non riusciamo nemmeno a immaginare. Un mistero che quasi istintivamente suscita in noi un senso di timore, e magari anche di trepidazione. Se pero' riflettiamo bene su questa realta', essa non puo' che allargare il cuore di un cristiano e costituire un grande motivo di consolazione e di fiducia''. Le prime comunita' cristiane ha ricordato Francesco, ''erano solite accompagnare le celebrazioni e le preghiere con l'acclamazione Maranatha', un'espressione costituita da due parole aramaiche che, a seconda di come vengono scandite, si possono intendere come una supplica: 'Vieni, Signore', oppure come una certezza alimentata dalla fede: 'Si', il Signore viene, il Signore e' vicino'. E' l'esclamazione in cui culmina tutta la Rivelazione cristiana, al termine della meravigliosa contemplazione che ci viene offerta nell'Apocalisse di Giovanni''. In quel caso, e' ''la Chiesa-sposa che, a nome dell'umanita', di tutta l'umanita', e in quanto sua primizia, si rivolge a Cristo, suo sposo, non vedendo l'ora di essere avvolta dal suo abbraccio, che e' pienezza di vita e di amore''. Se si pensa al giudizio in questa prospettiva, ha spiegato il papa, ''ogni paura e titubanza viene meno e lascia spazio all'attesa e a una profonda gioia: sara' proprio il momento in cui verremo giudicati finalmente pronti per essere rivestiti della gloria di Cristo, come di una veste nuziale, ed essere condotti al banchetto, immagine della piena e definitiva comunione con Dio''.

dab/res

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