martedì 17 gennaio | 04:03
pubblicato il 15/ott/2013 17:02

Papa: mons. Parolin Segretario Stato 'in absentia', torna diplomatico

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 15 ott - Papa Francesco ha promosso al vertice della terza loggia del Palazzo apostolico mons. Pietro Parolin nato a Schiavon, in provincia di Vicenza, il 17 gennaio 1955. Stamane il pontefice ha dato il benvenuto a mons. Parolin anche se 'in absentia' a causa di un intervento chirurgico che ritardera' di due settimane la presa di possesso dell'incarico.

Mons. Parolin lascia la carica di nunzio in Venezuela, dopo essere stato per sette anni 'viceministro' degli esteri vaticano. Figlio di un negoziante di ferramenta e di una maestra elementare, rimane orfano di padre ad appena dieci anni assieme alla sorella e al fratello. Oltre all'italiano conosce il francese, l'inglese e lo spagnolo. Studia nel seminario a Vicenza, e' ordinato sacerdote il 27 aprile 1980 dal vescovo mons. Arnoldo Onisto. Dopo aver conseguito la laurea in Diritto Canonico presso la Pontificia Universita' Gregoriana, il 1* luglio 1986 entra nel servizio diplomatico della Santa Sede, prestando la propria opera in Nigeria dal 1986 al 1989 e in Messico dal 1989 al 1992. Il 30 novembre 2002 viene nominato sottosegretario della Sezione per i Rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato, dove collabora prima con il cardinale Angelo Sodano e poi con il card. Tarcisio Bertone, occupandosi in particolare delle relazioni tra la Santa Sede e i paesi asiatici, su tutti Vietnam e Cina. Il 17 agosto 2009 viene nominato arcivescovo titolare di Acquapendente e nunzio apostolico in Venezuela.

Il 17 agosto 2009 e' nominato arcivescovo ad personam di Acquapendente e Nunzio Apostolico in Venezuela. Il 12 settembre 2009 riceve l'ordinazione episcopale per l'imposizione delle mani di papa Benedetto XVI nella Basilica di San Pietro, coconsacranti i cardinali Tarcisio Bertone e William Joseph Levada. Nella difficile missione da lui svolta in Venezuela, secondo molti analisti e osservatori, mons.

Parolin oltre a mantenere un rapporto positivo con il defunto Presidente Chavez, particolarmente ostile nei confronti della chiesa venezuelana e piuttosto indifferente ai rapporti con la Santa Sede, ha saputo gestire le relazioni bilaterali col nuovo governante, Nicolas Maduro, in modo molto abile ed efficace. A lui si deve, in gran parte, il rilevante miglioramento del rapporto tra il governo e l'Episcopato delle ultime settimane dopo l'udienza di papa Francesco al governante successore di Chavez.

dab/mau/bra

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