domenica 19 febbraio | 22:04
pubblicato il 01/giu/2013 16:39

Papa: mons. Capovilla, Francesco come Giovanni XXIII e' un papa di carne

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 1 giu - ''Un papa di carne''.

Questa definizione che don Primo Mazzolari conio' per Giovanni XXIII, l'arcivescovo Loris Francesco Capovilla l'applica anche a papa Francesco. Nel corso dell'intervista a L'Osservatore Romano in occasione dei cinquanta anni di ricorrenza della morte del beato Giovanni XXIII e dell'inizio del concilio Vaticano II, l'antico segretario di Roncalli rileva un singolare collegamento nello stile pastorale dei due Pontefici. Entrambi, a suo dire, hanno suscitato un forte consenso popolare perche' manifestazione concreta e immediata dell'umanita' e della bonta' di Dio. ''Ogni mattina - spiega l'arcivescovo nella lunga intervista - ricordo sempre la Chiesa, il nostro papa Francesco e Benedetto XVI. Ha servito, ha amato, ha istruito.

Nessun papa ha tutto negativo o tutto positivo. Non ho mai mitizzato papa Giovanni, ma la serenita', la semplicita', il modo di guardarti sono indimenticabili. E accade ugualmente con Papa Francesco. Quando gira per piazza San Pietro da' l'impressione che vorrebbe dare la mano a tutti, vorrebbe fare una carezza a tutti. E' questa umanita' di Dio che viene mostrata, come scrive san Paolo nella lettera a Tito. Il cardinale Testa, che era un uomo serio, di poche parole, una volta mi domando' all'inizio del pontificato di papa Giovanni cosa pensassi dell'entusiasmo con cui i romani lo avevano accolto. La risposta fu che per i romani e' sempre cosi', per loro il papa e' il papa, si chiami Leone XIII, Benedetto XV, Pio XI o Pio XII''. ''In papa Francesco - prosegue Capovilla - sono evidenti la bonta' e l'umanita' di Dio che si mostra alla gente comune. Don Primo Mazzolari, un grande prete italiano, e sono grato a Benedetto XVI di averlo ricordato nel 2009 in piazza San Pietro nel cinquantesimo della morte come una buona guida dei preti italiani, quando fu eletto papa Giovanni, disse: 'Abbiamo un papa di carne'. Non si tratta di una cosa banale, perche' Dio si e' fatto carne. Papa Francesco lo manifesta in forma eloquente.

Anche noi dovremmo incarnare il Vangelo per andare dai nostri fratelli, con piu' attenzione, meno applausi e piu' esemplarita' di vita''.

dab/sam/ss

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