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pubblicato il 10/apr/2013 13:56

Papa: l'amore di Dio salva, non i soldi o il potere

Papa: l'amore di Dio salva, non i soldi o il potere

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 10 apr - ''Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito perche' chiunque crede in Lui non vada perduto ma abbia la vita eterna''. Su questa affermazione di Gesu' contenuta nel Vangelo proposto dalla liturgia del giorno, il papa ha svolto la sua breve omelia durante la messa presieduta nella Cappellina della Casa Santa Marta. Con lui, cosi' come riporta la Radio Vaticana, hanno concelebrato il cardinale Angelo Sodano e il cardinale Angelo Comastri, alla presenza di alcuni dipendenti della Fabbrica di San Pietro e del ministro italiano dell'Interno, Anna Maria Cancellieri accompagnata dai familiari. ''Il Signore - ha detto il papa - ci salva con il Suo amore: non ci salva con una lettera, con un decreto, ma ci ha salvato con il suo amore''. Un amore cosi' grande che lo spinge ad inviare suo Figlio che ''si e' fatto uno di noi, ha camminato con noi e questo ci salva''. Ma, si chiede il papa, ''cosa significa, questa salvezza? Che significa essere salvati?''. Significa, spiega, riavere dal Signore ''la dignita' che abbiamo perduto'', la dignita' di essere figli di Dio. Significa riavere la speranza.

Questa dignita' cresce ''fino all'incontro definitivo con Lui. Questa e' la strada della salvezza, e questo e' bello: lo fa l'amore soltanto. Siamo degni, siamo donne e uomini di speranza. Questo significa essere salvati dall'amore''. Ma il problema, ha sottolineato, e' che a volte vogliamo salvarci da soli ''e crediamo di farcela'', basando per esempio le nostre sicurezze sui soldi e pensiamo: ''Sono sicuro ho dei soldi, non c'e' problema, ho dignita': la dignita' di una persona ricca''. Ma questo, ha affermato, ''non basta.

Pensiamo a quella parabola del Vangelo, di quell'uomo che aveva il granaio tutto pieno e disse: ''Ne faro' un altro per avere di piu' e poi dormiro' tranquillo'. E il Signore gli dice: 'Sciocco. Questa sera morirai'. Quella salvezza non va, e' una salvezza provvisoria, e' anche una salvezza apparente''.

Altre volte, ha proseguito, ''pensiamo di salvarci con la vanita', con l'orgoglio, no?, crederci potenti. Anche quello non va. Mascheriamo la nostra poverta', i nostri peccati con la vanita', l'orgoglio. Anche quello finisce''. Ma ''la vera salvezza'', ha ribadito Francesco, sta nella dignita' che Dio ci ridona, nella speranza che Cristo ci ha dato nella Pasqua.

dab/gc

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