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pubblicato il 26/nov/2013 12:44

Papa: Francesco consegna 'Evangelii Gaudium', la gioia del Vangelo

Papa: Francesco consegna 'Evangelii Gaudium', la gioia del Vangelo

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 26 nov - ''La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesu'. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall'isolamento''. E' l'incipit dell'esortazione apostolica 'Evangelii Gaudium' con cui papa Francesco sviluppa il tema dell'annuncio del Vangelo nel mondo attuale, raccogliendo, tra l'altro, il contributo dei lavori del Sinodo che si e' svolto in Vaticano dal 7 al 28 ottobre 2012 sul tema 'La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede'. In questa esortazione, spiega direttamente Francesco, ''desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni''. Un cammino tracciato con parole semplici ma ricercate per raggiungere il maggior numero di persone anche lontane dall'ottica della Chiesa. E' il secondo documento di papa Francesco dopo l'enciclica 'Lumen fidei' ('La luce della fede') scritta a quattro mani con il papa emerito Benedetto XVI. L'esortazione, pero', e' scritta a due mani frutto della riflessione personale di papa Bergoglio. Oltre 220 pagine, 5 capitoli e 288 sottoparagrafi che attraversano a 360* la grandi questioni che coinvolgono la trasformazione missionaria della Chiesa, le sfide del mondo attuale all'interno del sistema economico, l'annuncio del Vangelo e la dimensione sociale dell'evangelizzazione. ''Questo documento - ha spiegato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi - e' frutto di un lavoro personale svolto dal papa nell'agosto scorso dopo il ritorno dal viaggio a Rio per la Gmg e prima della ripresa di tutti gli impegni di settembre''. Il testo originale scritto da Bergoglio e' in lingua spagnola ma ''anche la lingua italiana e' un testo di riferimento per le varie traduzioni. Spagnolo e italiano, dunque, sono i due testi di riferimento, anche se le traduzioni nelle altre lingue sono sempre ufficiali''. Il papa traccia le linee che la Chiesa deve percorre per rinnovarsi in modo credibile dalla figura stessa del pontefice alle Conferenze episcopali: ''Dal momento che sono chiamato a vivere quanto chiedo agli altri, devo anche pensare a una conversione del papato. A me spetta, come Vescovo di Roma, - aggiunge Francesco - rimanere aperto ai suggerimenti orientati ad un esercizio del mio ministero che lo renda piu' fedele al significato che Gesu' Cristo intese dargli e alle necessita' attuali dell'evangelizzazione''. Anche il papato e le strutture centrali della Chiesa universale, prosegue Francesco, hanno, quindi, ''bisogno di ascoltare l'appello ad una conversione pastorale''. Il Concilio Vaticano II, ricorda ancora il papa, ''ha affermato che, in modo analogo alle antiche Chiese patriarcali, le Conferenze episcopali possono 'portare un molteplice e fecondo contributo, acciocche' il senso di collegialita' si realizzi concretamente'. Ma questo auspicio non si e' pienamente realizzato, perche' ancora non si e' esplicitato sufficientemente uno statuto delle Conferenze episcopali che le concepisca come soggetti di attribuzioni concrete, includendo anche qualche autentica autorita' dottrinale''. Per Francesco ''un'eccessiva centralizzazione'', anziche' ''aiutare'', ''complica la vita della Chiesa e la sua dinamica missionaria''. Il papa invita, quindi, a ''recuperare la freschezza originale del Vangelo'', trovando ''nuove strade'' e ''metodi creativi'', a non imprigionare Gesu' nei nostri ''schemi noiosi''. Occorre ''una conversione pastorale e missionaria, che non puo' lasciare le cose come stanno'' e una ''riforma delle strutture'' ecclesiali perche' ''diventino tutte piu' missionarie''. Francesco esce anche dall'ambito ecclesiale ed entra con forza e a gran voce nella societa' e su come ha impostato il cammino economico: ''Oggi dobbiamo dire 'no a un'economia dell'esclusione e della inequita''. Questa economia uccide''. Il sistema sociale ed economico e' ''ingiusto alla radice'' e ''la brama del potere e dell'avere non conosce limiti'' per questo oggi ''si instaura una nuova tirannia invisibile, a volte virtuale, che impone, in modo unilaterale e implacabile, le sue leggi e le sue regole''. Francesco non dimentica i poveri, gli ultimi e piu' bisognosi per questo li mette al centro dell'esortazione richiamando la classe politica a non essere indifferente: ''Prego il Signore che ci regali piu' politici che abbiano davvero a cuore la societa', il popolo, la vita dei poveri''. La politica, ''tanto denigrata, e' una vocazione altissima, e' una delle forme piu' preziose della carita', perche' cerca il bene comune. Dobbiamo convincerci che la carita' 'e' il principio non solo delle micro-relazioni: rapporti amicali, familiari, di piccolo gruppo, ma anche delle macro-relazioni: rapporti sociali, economici, politici'''. dab/res

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