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pubblicato il 08/lug/2013 10:49

Papa: cultura del benessere ci porta a insensibilita' verso gli altri

Papa: cultura del benessere ci porta a insensibilita' verso gli altri

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 8 lug - ''La cultura del benessere, che ci porta a pensare a noi stessi, ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l'illusione del futile, del provvisorio, che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza.

Ci siamo abituati alla sofferenza dell'altro, non ci riguarda, non ci interessa, non e' affare nostro!''. Questo il messaggio di papa Francesco. Nel corso dell'omelia pronunciata a Lampedusa il papa ha fatto riferimento alle tante morti nel Mediterraneo di immigrati che cercano salvezza nel Nord ricco del pianeta ma che spesso trovano la morte. '' Dov'e' tuo fratello?'' Chi e' il responsabile di questo sangue?'' si e' chiesto papa Bergolgio che ha poi citato una commedia di Lope de Vega, un classico della cultura spagnola, ''che narra - ha detto - come gli abitanti della citta' di 'Fuente Ovejuna' uccidono il Governatore perche' e' un tiranno, e lo fanno in modo che non si sappia chi ha compiuto l'esecuzione. E quando il giudice del re chiede: 'Chi ha ucciso il Governatore?', tutti rispondono: 'Fuente Ovejuna, Signore'. 'Tutti e nessuno!'''.

''Anche oggi questa domanda emerge con forza: Chi e' il responsabile del sangue di questi fratelli e sorelle? Nessuno! - ha aggiunto papa Francesco - Tutti noi rispondiamo cosi': non sono io, io non c'entro, saranno altri, non certo io. Ma Dio chiede a ciascuno di noi: 'Dov'e' il sangue di tuo fratello che grida fino a me?'. Oggi nessuno si sente responsabile di questo; - ha quindi proseguito nella sua riflessione - abbiamo perso il senso della responsabilita' fraterna; siamo caduti nell'atteggiamento ipocrita del sacerdote e del servitore dell'altare, di cui parla Gesu' nella parabola del Buon Samaritano: guardiamo il fratello mezzo morto sul ciglio della strada, forse pensiamo 'poverino', e continuiamo per la nostra strada, non e' compito nostro; e con questo ci sentiamo a posto''.

Gc/

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