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pubblicato il 10/mag/2013 11:28

Papa: certi cristiani sembrano dei 'peperoncini all'aceto'

(ASCA) - Citta' del Vaticano, 10 mag - La gioia del cristiano, consapevole dell'amore di Dio verso il mondo, non ''va imbottigliata'', ma diffusa perche' la gioia e' ''pellegrina''. Se, invece, ''noi vogliamo avere questa gioia soltanto per noi alla fine si ammala e il nostro cuore diviene un po' stropicciato, e la nostra faccia non trasmette quella gioia grande ma quella nostalgia, quella malinconia che non e' sana''. ''Alcune volte questi cristiani malinconici hanno piu' faccia da peperoncini all'aceto che di persone gioiose che hanno una vita bella''. E' quanto ha sottolineato papa Francesco stamani nella Messa alla Casa Santa Marta concelebrata dall'arcivescovo di Merida, Baltazar Enrique Porras Cardozo, e dall'abate primate dei benedettini Notker Wolf, e alla quale hanno preso parte un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana accompagnati dal direttore generale, padre Federico Lombardi.

Il papa, riferisce la cronaca della Radio Vaticana, ha insistito sul concetto della vera gioia cristiana. Che ''non puo' diventare ferma ma deve andare. La gioia e' - ha quindi detto - una virtu' pellegrina. E' un dono che cammina, che cammina sulla strada della vita, cammina con Gesu': predicare, annunziare Gesu', la gioia, allunga la strada e allarga la strada''.

''Il cristiano e' un uomo e una donna di gioia. Questo ci insegna Gesu', ci insegna la Chiesa, in questo tempo in maniera speciale'', ha affermato il pontefice. Ma che cosa e', questa gioia? Si chiesto papa Francesco. ''E' l'allegria? No: non e' lo stesso. L'allegria e' buona, rallegrarsi e' buono. - e' stata la sua risposta - Ma la gioia e' di piu', e' un'altra cosa. E' una cosa che non viene dai motivi congiunturali, dai motivi del momento: e' una cosa piu' profonda. E' un dono. L'allegria, se noi vogliamo viverla tutti i momenti, alla fine si trasforma in leggerezza, superficialita', e anche ci porta a quello stato di mancanza di saggezza cristiana, ci fa un po' scemi, ingenui''. Ma la gioia ''e' un'altra cosa'' e' come ''una unzione dello Spirito. E questa gioia e' nella sicurezza che Gesu' e' con noi e con il Padre''.

Ma la vera gioia cristiana e' ''un dono che ci porta alla virtu' della magnanimita'. Il cristiano - ha concluso il papa - e' magnanimo, non puo' essere pusillanime: e' magnanimo. E proprio la magnanimita' e' la virtu' del respiro, e' la virtu' di andare sempre avanti, ma con quello spirito pieno dello Spirito Santo''.

gc/

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